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Torino

Da Artland a Land art

Tre emergenti riscoprono natura morta e paesaggio

Una still dal video di Rä di Martino «Rècentes de paysages anciens», 2012

Torino. Sono tre le mostre che la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta per l’estate, proponendosi come punto d’incontro per la creatività locale, italiana e internazionale. Minimo comun denominatore delle rassegne, tutte in corso dal primo giugno al 5 agosto, è la presenza di giovani talenti, a incominciare da Chao Kao. Cinese, classe 1978, il pittore residente negli Stati Uniti è stato selezionato da Francesco Bonami per la prima edizione di «Artland», nuovo ciclo espositivo dedicato ad artisti emergenti. Per il suo debutto all’interno di un’istituzione museale, Chao Kao presenta una serie di nature morte raffiguranti contenitori anonimi, come lacci e tubi. Particolari di oggetti semplici emergono al centro di composizioni geometriche e campiture monocrome, realizzate con uno stile asciutto ed essenziale, memore della lezione minimalista. Ciascun dipinto è inoltre accompagnato da brevi poesie, scritte dall’artista per riflettere sul concetto di estraneità.
Ad analizzare il tema del paesaggio sono invece Rä di Martino e Laura Pugno, italiane, nate nel 1975, entrambe attive a Torino. I loro lavori costituiscono la terza edizione di «Greater Torino», curata da Irene Calderoni e Maria Teresa Roberto. Rä di Martino propone una serie di fotografie, installazioni e video dedicati a set cinematografici dismessi nei deserti di Marocco e Tunisia. Strutture fittizie ed effimere diventano lo specchio di un paesaggio fisico e mentale in continuo mutamento. Percezione e interiorizzazione del paesaggio sono anche al centro di disegni, incisioni e opere fotografiche di Laura Pugno. L’artista riproduce in studio la realtà osservata nelle lunghe passeggiate sulla catena montuosa del Monviso, rielaborando processualità tipiche della Land art. Stratificazioni di segni ed elementi materici si combinano in composizioni astratte di matrice concettuale, che restituiscono la forma naturale attraverso la sua rievocazione e frammentazione.
A scardinare la relazione degli spettatori con la realtà urbana, sociale, culturale e politica dell’Italia di oggi è infine «Sotto la strada la spiaggia». La collettiva è frutto della sesta edizione del programma di residenza per giovani curatori, organizzato in collaborazione con V-A-C Foundation di Mosca. Benoit Antille, Michele Fiedler e Andrey Parshikov, provenienti rispettivamente da Svizzera, Porto Rico e Russia, sono i tre curatori che hanno partecipato al progetto, scegliendo di lavorare con artisti quali Liliana Moro, Helena Hladivola, Alessandro Quaranta e Nico Vascellari.

© Riproduzione riservata

Jenny Dogliani, da Il Giornale dell'Arte numero 321, giugno 2012


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