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La guerra di Paola

Al MaXXI i luoghi della Grande Guerra attraverso l’obiettivo della De Pietri

Paola De Pietri, «Passo dell’Alpe Mattina. Gwengalpenjoch», 2008-11. Stampa digitale ai pigmenti su carta cotone

Roma. Si sta avvicinando il centenario dell’inizio di una delle maggiori tragedie dell’umanità del XX secolo, la carneficina passata alla storia con il nome di prima guerra mondiale: un conflitto del quale si sono viste relativamente poche immagini fotografiche, stretto come era il nodo della censura del tempo.
Paola De Pietri, fotografa reggiana (1960) di statura ormai internazionale, è ritornata sulle montagne che hanno visto svolgersi alcune delle battaglie più tragicamente celebri della guerra, fra Dolomiti e Carso, per riprendere ciò che resta di «trincee, di caverne, di vette sconvolte dallo scoppio di mine, di crateri provocati da migliaia di bombe e rovine di baracche e depositi costruiti con i materiali del sito. Adesso questi  luoghi sono meta di escursioni e luoghi di vacanza, oasi di  pace e di meditazione...». Le 21 immagini di grande formato che compongono questa serie, intitolata «To Face. Landscape along the Austrian and Italian front of the First World ...
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

Walter Guadagnini, da Il Giornale dell'Arte numero 320, maggio 2012

©RIPRODUZIONE RISERVATA
  • Paola De Pietri, «Monte Fior», 2008-11. Stampa digitale ai pigmenti su carta cotone
  • Paola De Pietri, «Strada delle gallerie. Massiccio del Pasubio», 2008-11. Stampa digitale ai pigmenti su carta cotone
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