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Mostre

Urbino

La Città ideale nel suo contesto naturale

Nel Palazzo di Federico da Montefeltro una mostra sulla raffigurazione dell’architettura durante il Rinascimento

Giovanni di ser Giovanni detto lo Scheggia,  Corteo nuziale o Cassone Adimari, Cassone, 88.5 x 303 cm, 1440-1450 circa. Firenze, Galleria dell’Accademia. Fotografia: su concessione del Ministero per i Beni e le attività culturali.  Fototeca della Soprintendenza Speciale per PSAE e per il Polo Museale della città di Firenze.

Urbino (PU). La tavola raffigurante la «Città ideale», conservata nella Galleria Nazionale delle Marche, è considerata uno dei simboli della civiltà maturata alla corte di Urbino di Federico da Montefeltro. Compendio di arte, scienza e speculazione filosofica, il dipinto rappresenta ancora oggi per gli storici dell’arte un rebus: non se ne conosce infatti con certezza la funzione, il committente, l’autore e soprattutto il soggetto. Tanti enigmi irrisolti cui la mostra «La Città Ideale. L’utopia del Rinascimento a Urbino tra Piero della Francesca e Raffaello», a cura di Lorenza Mochi Onori e Vittoria Garibaldi e allestita nel Palazzo Ducale dal 6 aprile all’8 luglio (catalogo Electa), cerca di dare una risposta. Innanzitutto ponendo al centro del percorso la tavola urbinate e quella di Baltimora (Walters Art Gallery), mentre è  assente quella dello Staatliche Museen Gemälde Galerie di Berlino. «La mostra costituisce l’occasione unica per vedere le due opere insieme ed esplorare la raffigurazione della città e dell’architettura durante il Rinascimento, nel contesto naturale in cui i dipinti sono stati concepiti, ossia il Palazzo con la sua architettura e il suo arredo decorativo di sculture e tarsie», dichiara la Mochi Onori, cui si deve l’idea della mostra coltivata fin da quando divenne Soprintendente di Urbino nel 2003. «Un confronto fisico ma anche scientifico quello che sussiste tra le due opere, le fa eco Vittoria Garibaldi. Con il supporto delle Università di Urbino, Bologna e Perugia, abbiamo promosso indagini diagnostiche non invasive sulla tavola di Urbino, e a breve inizieranno quelle sulla tavola di Baltimora. Una volta avuti i risultati anche delle indagini sulla tavola di Berlino avremo a disposizione nuovi elementi per lo studio di questi tre straordinari dipinti». Dalla sezione principale della «città ideale», immagine emblematica del governo illuminato, la mostra si apre a una ricca serie di percorsi «stellari» a partire dalla presentazione di alcune raffigurazioni medievali di città, seguita da quella dedicata alla città dipinta nel Quattrocento. Il percorso presenta opere di Domenico Veneziano («Miracolo di San Zanobi» dal Fitzwilliam Museum di Cambridge), le cosiddette «Tavole Barberini» di Fra’ Carnevale («Nascita della Vergine», 1467, New York, Metropolitan Museum of Arts) poste a confronto con le perugine tavole di San Bernardino, in cui si sono identificate le rappresentazioni ideali del Palazzo Ducale di Urbino, del Palazzo Ducale di Pesaro e del Tempio Malatestiano di Rimini, e, quindi, con opere senesi di Francesco di Giorgio e del suo entourage. Si passa quindi a investigare la raffigurazione della città nella tarsia lignea, che ha il suo vertice proprio nello Studiolo di Federico e nelle porte del Palazzo Ducale, seguita da una sezione dedicata alla raffigurazione dell’architettura nel tema della «Flagellazione», che ha come protagonista la celebre tavola dipinta da Piero della Francesca di Urbino (esposta anche quella di Luca di Signorelli di Brera). La sezione seguente è dedicata al legame tra la pratica della scienza alla corte d’Urbino, a Urbino, capitale del «rinascimento matematico» (André Chastel) e l’elaborazione del concetto di città grazie alla presenza di Piero della Francesca e del grande matematico Luca Pacioli, autori insieme a Francesco di Giorgio di trattati fondamentali esposti in mostra. Si aprono infine le ultime sezioni dedicate all’architettura di Palazzo Ducale, a Bramante e Raffaello che, a Roma, divenne uno dei grandi architetti del Cinquecento, e al tema dell’antico, uno dei motivi principali d’ispirazione dell’architettura rinascimentale.

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Marta Paraventi, da Il Giornale dell'Arte numero 319, aprile 2012


  • Pittore dell'Italia Centrale, Città ideale. Tempera su tavola, cm 67,7 x 239,4 x 3,7, Urbino, Galleria Nazionale delle Marche, INV. 1990 D37 Credito Fotografico:  Su concessione del Ministero per i Beni e le attività culturali. Foto: Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici delle Marche
  • PITTORE DELL’ITALIA CENTRALE Veduta di una Città ideale Tempera su tavola, cm. 80,3 x 220 x 3,2 supporto ligneo BALTIMORA (USA), Walters Art Museum Credito Fotografico:  © The Walters Art Museum, Baltimora
  • BOTTEGA DEL 1473 Storie di San Bernardino Miracolo del Bambino nato morto 1473 Tempera su tavola, cm. 76,3 x 56,3 PERUGIA, Galleria Nazionale dell’Umbria  Credito Fotografico:  Su concessione del Ministero per i Beni e le attività culturali. Foto: Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici dell'Umbria
  • JAcopo de' Barbari, «Ritratto di Fra’ Luca Pacioli e Guidobaldo di Montefeltro», 1495. Olio su tavola, cm. 98 x 108 NAPOLI, Museo e Gallerie Nazionali di Capodimonte Firmato: “ IACO. BAR. VIGEN/NIS P. 1495” Credito Fotografico:  Su concessione del Ministero per i Beni e le attività culturali.  Fototeca della Soprintendenza Speciale per PSAE e per il Polo Museale della città di Napoli

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