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Fotografia

Roma

Habemus museum

Decollano i progetti per un museo della fotografia

Il padiglione 9d dell’ex Mattatoio al Testaccio, destinato a ospitare il Museo della fotografia di Roma. © ARCH. LUIGI CARUSO, STUDIO LA CITTÀ

Roma. Ora è sicuro, nascerà un museo della fotografia nella capitale. Dopo la delibera del consiglio comunale del 14 giugno 2011 votata all’unanimità con cui si assegnavano 3,5 milioni di euro per il restauro dei mille metri quadrati del padiglione 9d dell’ex Mattatoio nel quartiere Testaccio per la creazione di una casa romana della fotografia, l’assemblea capitolina sta ora attendendo di definire la delibera per l’istituzione giuridica del museo.
Deus ex machina di tutta l’operazione è Umberto Marroni, capogruppo del Pd in Campidoglio: «È dal 2000, dalla mia prima consiliatura con Rutelli, che sto lavorando al recupero dell’ex Mattatoio di Testaccio e alla sua trasformazione in Città delle Arti». C’è quindi la sede, c’è un progetto preliminare di un suo adeguamento architettonico, e c’è anche un primo nucleo di collezione permanente, costituito da acquisti recenti del Macro, da fondi storici conservati al momento presso il Museo di Roma di Palazzo Braschi e dal patrimonio di committenze scaturite da FotoGrafia Festival internazionale di Roma, diretto da Marco Delogu.
Il museo della fotografia nascerà, prevedibilmente in due anni, in un padiglione contiguo al Macro. «Sarà inevitabile che il museo della fotografia rientri in una visione strategica complessiva del Macro», ha dichiarato il direttore del Macro Bartolomeo Pietromarchi che nel frattempo ha incaricato Marco Delogu di occuparsi di fotografia. Primo risultato un ciclo di 15 incontri con fotografi internazionali, che si svolgeranno nell’arco di tutto l’anno al Macro, con una concentrazione particolare in occasione del festival di settembre. «È un modo, dichiara Delogu, di creare un’attenzione diffusa sul medium, in una città come Roma che, eccetto il miracoloso passaggio di Francesca Woodman, non ha una sua vera tradizione di fotografia contemporanea». Dopo l’incontro di febbraio con Jean-Marc Bustamante, il 20 marzo è la volta di Paolo Ventura. A seguire  Guido Guidi, Martin Parr, Geoff Dyer, Tim Davis, Anders Petersen, Erik Kessels, Yto Barrada, Pieter Hugo, Charlotte Cotton, Sean O’Hagan, Jeff Wall, Joan Fontcuberta e Sara Phillips.

© Riproduzione riservata

Guglielmo Gigliotti, da Il Giornale dell'Arte numero 318, marzo 2012


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