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Archeologia

All’Addaura mancano 8 milioni

Particolare dei graffiti dell'Addaura. Da sempre c'è incertezza nell'interpretazione delle pose e del loro significato, nel dualismo tra rito iniziatico e sacrificio umano

Palermo. I graffiti dell’Addaura, risalenti a circa 14mila anni fa, le più alte forme artistiche del Paleolitico superiore, di gran lunga più raffinate di quelle di Altamira in Spagna e Lascaux in Francia, sono inaccessibili da ben undici anni. Era il 2001 infatti quando fu apposto, per caduta massi, un lucchetto a quella cancellata che oggi non rappresenta più per i vandali un invalicabile deterrente. Da allora non si contano gli appelli perché il sito sia restituito al pubblico e se ne fermi il degrado. Ultimo quello della Società italiana protezione beni culturali onlus. Il dito è puntato sulla disattenzione delle istituzioni preposte alla tutela, ma dalla Soprintendenza, da noi interpellata, spiegano che mancano i soldi (8 milioni di euro) per un intervento importante come quello indicato dal Genio civile per il consolidamento dei costoni rocciosi di Monte Pellegrino, mentre scarse condizioni di sicurezza renderebbero impossibile la presenza in sito di un custode. D’altra parte, però, non si è saputo nemmeno dar seguito alla proposta, seppur di «ripiego», del Fai, di creare un sistema di telecamere con riprese dei graffiti da trasmettere in rete, assicurandone al contempo la tutela. Così non resta che continuare ad accontentarsi dei calchi esposti al Museo Salinas.

S.M., da Il Giornale dell'Arte numero 318, marzo 2012


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