Il Giornale dell\ ilgiornaledellarte.comwww.allemandi.com

Archeologia

L’oro del Perù attende il nuovo museo

Paloma Carcedo Muro de Mufarech è la «directora general» del patrimonio culturale peruviano. Racconta che cosa farà per musei e siti archeologici

Paloma Carcedo Muro de Mufarech

Lima. Dal luglio scorso, con l’insediamento del nuovo presidente, al vertice del Ministero della Cultura del Perù è arrivata Paloma Carcedo Muro de Mufarech, specialista dei metalli precolombiani e docente della Pontificia Universidad Católica del Perù. In qualità di directora general de patrimonio cultural, Paloma Carcedo si trova a dirigere una struttura molto giovane (il Ministero è stato creato nel 2010 e ha preso il posto del vecchio Instituto Nacional de Cultura) e quanto mai complessa, che deve indirizzare e coordinare l’enorme patrimonio archeologico e museale del Perù.

Di origine spagnola, la Carcedo si è laureata alla Complutense di Madrid con una tesi sull’arte Inca, quindi si è specializzata in arte latinoamericana e in museologia alla New York University. Trasferitasi in Perù ha studiato i reperti in oro, argento e rame dorato della Tomba Est di Huaca Loro, una delle più importanti di tutta l’America, si è affermata come autorità nel campo dei metalli precolombiani e ha organizzato parecchie mostre. In Italia ha curato l’esposizione: «Inca. Origine e misteri delle civiltà dell’oro» che si è tenuta a Brescia nel 2009-10 realizzando oltre 283mila visitatori.

Professoressa Carcedo, a meno di un anno dall’insediamento del presidente Ollanta Humala, che cosa è cambiato nella gestione dei siti archeologici del Perù?

Innanzitutto il Ministero della Cultura ha oggi un ruolo molto più importante di quello che in passato aveva l’Instituto Nacional de Cultura, anche perché comprende il Viceministerio de Interculturalidad. Nella gestione del patrimonio materiale e immateriale del Perù abbiamo deciso di presentare all’esterno una nuova immagine del Ministero. Non vogliamo più essere considerati un’istituzione repressiva che incute timore, anzi, vogliamo aprirci e diventare una struttura agile, moderna e amica. Inoltre ci stiamo riorganizzando a livello regionale e attraverso le Unidades Ejecutoras [strutture decentrate e autonome che hanno il compito di gestire alcuni siti archeologici del Perù, Ndr]. In particolare, nel caso di Lima, una città di 9 milioni di abitanti che in genere sono originari di altre province, vogliamo fare in modo che essi si sentano legati alla zona in cui vivono e che questo legame diventi parte della loro identità. In questo modo speriamo che ci aiutino a proteggere i siti archeologici e a evitare che questi siano invasi e occupati da persone in cerca di un pezzo di terra sul quale costruire una casetta.

Quanti conoscono il Messico e il Perù sono sorpresi dal fatto che, in Perù, il Museo Nacional de Arqueología, Antropología e Historia (Mnaah) non è assolutamente in grado di reggere il confronto con l’analoga istituzione messicana. Che cosa pensate di fare sul fronte dei musei?

Abbiamo già alcune istituzioni che hanno il titolo di Museo Nazionale, come il Museo Nacional del Sicán e il Museo Nacional Brüning, ma si tratta di musei che presentano culture specifiche. Noi abbiamo bisogno di un Museo Nazionale che rappresenti in modo adeguato tutte le culture del Perù. Per questo il Ministero della Cultura ha preso la decisione di costruire il nuovo, grande Mnaah. Presto indiremo un concorso internazionale con una giuria composta da personalità di prestigio e da rappresentanti delle Università che valuteranno i diversi progetti. Il museo sorgerà proprio nella zona dove oggi si trova il Mnaah. Io credo che sarà necessario costruire due nuovi edifici, uno per i depositi e uno per esporre le collezioni. La sede attuale del museo, una costruzione storica di una certa importanza, verrà ristrutturata e sarà destinata a presentare la storia del Perù coloniale e repubblicano. Il contenuto del nuovo museo, quindi, sarà più o meno quello del museo attuale e presenterà l’archeologia, l’antropologia e la storia del Perù.

Per quanto possa essere prematuro parlarne, ha qualche idea sul piano espositivo?

Credo che dobbiamo evitare di fare un museo noioso, come quei musei che vogliono a tutti i costi trasformare il visitatore in un esperto. Un museo non è, non può e non deve essere un libro. Se pensiamo alla sala della cultura Moche o di un’altra cultura importante, non abbiamo difficoltà a immaginare che solo questa sezione potrebbe impegnare il visitatore per almeno due ore e metterlo nella condizione di non avere più tempo per il resto del percorso espositivo. Mi sembra evidente, dunque, che si dovrà evitare di fare un museo troppo carico di apparati didattico-cronologici. La soluzione potrebbe essere il ricorso a tagli tematici che mostrino come lo stesso argomento, ad esempio i rituali funerari, veniva affrontato nelle diverse culture del Perù preispanico e, se vogliamo, in alcune comunità di oggi. Anzi credo che, come avviene nel Museo di Antropologia di Città del Messico, le culture delle attuali comunità indigene dovranno essere rappresentate nel nuovo Museo Nazionale. E a questo proposito vorrei sottolineare che abbiamo già deciso di ristrutturare l’attuale museo dell’ Universidad Nacional San Antonio Abad del Cusco che diventerà il Museo del Tahuantinsuyo [dell’impero inca, Ndr].

Dopo la creazione del nuovo Museo di Antropologia, che rappresenterà una svolta fondamentale nella storia culturale del Perù, quale sarà il futuro del Museo de la Nación?

Intorno al Museo de la Nación c’è un grande equivoco generato dal nome. Infatti, non avendo collezioni proprie, non è un vero museo ma un centro culturale e, soprattutto, la sede del Ministero della Cultura. In futuro, dopo la creazione del nuovo Museo di Antropologia continuerà a essere unimportante contenitore di mostre e, ovviamente, la sede del Ministero.

Quali sono gli altri progetti prioritari del Ministero della Cultura?

Stiamo lavorando a un altro progetto molto importante, quello del Capac Ñan [il sistema stradale degli Inca che ripresero e svilupparono le reti stradali delle culture più antiche, Ndr]. È un’iniziativa internazionale che oltre al Perù coinvolge Colombia, Ecuador, Bolivia, Argentina e Cile e punta alla valorizzazione del patrimonio materiale: le strade, i tambos [depositi e/o stazioni per la posta, Ndr] e il patrimonio immateriale: le lingue indigene, le tradizioni locali ecc. Stiamo preparando la documentazione per chiedere all’Unesco di inserire il Capac Ñan nel patrimonio mondiale dell’umanità e speriamo di avere una risposta positiva entro la fine dell’anno. Per aver un’idea di quello che rappresenta questo progetto, basti pensare al tratto del cammino Inca che dal sud di Lima sale verso la Sierra, lungo la valle del fiume Lurín. Si parte da Pachacamac, uno dei centri cerimoniali più importanti dell’antico Perù e si arriva a Jauja, sulla Sierra, attraversando luoghi di grande interesse etnografico dove ancora si parla il quechua. Nell’ambito di questo progetto stiamo registrando e valorizzando la musica, le feste e le tradizioni delle comunità che si trovano lungo il percorso, in modo che in futuro possa diventare qualche cosa di analogo al Cammino di Santiago di Compostela.

Dopo la vittoria con l’Università di Yale nel contenzioso sui pezzi di Machu Picchu e la richiesta della restituzione dei manti Paracas conservati a Göteborg, il Perù intende chiedere la restituzione di altre opere esportate in passato?

Con Göteborg siamo a un buon punto e penso che presto i manti del Världskulturmuseet arriveranno in Perù. Raggiunto questo obiettivo, non avanzeremo altre richieste di «repatriation» verso musei e collezioni che abbiano collezioni di reperti precolombiani usciti dal Paese nei decenni passati.

© Riproduzione riservata

Antonio Aimi, da Il Giornale dell'Arte numero 318, marzo 2012


Ricerca


GDA aprile 2019

Vernissage aprile 2019

Il Giornale delle Mostre online aprile 2019

Vedere a ...
Vedere a Milano aprile 2019

Focus on Design

Società Editrice Umberto Allemandi s.r.l.
Piazza Emanuele Filiberto, 13/15 10122 Torino
Tel 011.819.9111 - P.IVA 04272580012