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Mostre

Roma

Collezionisti e orfani

La raccolta Berlingieri, Tirelli e installazioni di Tayou e Cantor

Marcello Maloberti «Superman» in una performance del 2007. Foto Nuria Fareg

Roma. Il Macro vara il primo ciclo di mostre ed eventi della nuova fisionomia impressa al museo dal direttore Bartolomeo Pietromarchi.  Sino al 15 luglio è la volta delle prime quattro residenze d’artista negli atelier ricavati nell’ala storica di via Nizza, con Carola Bonfili (1981), Luigi Presicce (1976), il peruviano Ishmael Randall Weeks (1976) e l’inglese Graham Hudson (1977). Nei primi quattro mesi questi artisti lavoreranno e avranno occasione di interagire con il pubblico; nei due mesi successivi i loro atelier saranno aperti ai visitatori. Sempre in via Nizza dal 16 marzo inizia una serie di mostre che termineranno in date diverse. Nella Sala Enel, fino al 6 maggio, Marcello Maloberti (1966) con «Blitz», mette in campo due azioni, mentre il romeno Mircea Cantor (1977) con «Sic Transit Gloria Mundi», espone installazioni e video, con alcuni pezzi inediti. Sino al 2 settembre, a Vettor Pisani, scomparso di recente, è dedicato un omaggio sulla fase più incisiva della sua attività, coincidente con i decenni Settanta e Ottanta. Sino al 6 maggio si puo inotre assistere al  video «Casting Jesus» del tedesco Christian Jankowski (1968) riguardante una performance eseguita a Roma nel 2011. Sino al 28 ottobre nella hall, il camerunese Pascale Marthine Tayou (1968) installa «Plastic bags», un assemblaggio di rete e buste di plastica colorate, alto 13 metri, un’opera già esposta all’Hangar Bicocca di Milano. Per il ciclo «Collezionismi», è esposta una trentina di opere della raccolta di Annibale a Marida Berlingieri dagli anni Sessanta fino alle ultime tendenze. Sino al 23 maggio, sul tetto dell’Auditorium Miltos Manetas tiene il workshop «Electronic Orphanage».  Invece nella sede al Testaccio, dal 31 marzo al 13 maggio, si svolge la prima grande monografica a Roma di Marco Tirelli (1956) che s’impose nel gruppo di San Lorenzo nei primi anni Ottanta. Infine nella stessa sede è aperto l’archivio sui giovani che l’Associazione 1:1 projects ha dato in comodato e che continuerà a essere aggiornato. Nel frattempo si profilano tempi lunghi per la trasformazione del Macro in fondazione: approvata dalla giunta comunale il 21 dicembre 2011, fino alla metà di febbraio la delibera era ancora al vaglio della Commissione Cultura, dove tutte le forze politiche devono approvare la nuova configurazione giuridica del Museo e poi rinviarla alla Giunta. Anche se l’approvazione dovesse giungere entro giugno, spiega Pietromarchi, «il tutto andrà a regime nel corso del 2013».

© Riproduzione riservata

Francesca Romana Morelli , da Il Giornale dell'Arte numero 318, marzo 2012


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