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Superpoteri per Roma capitale

In applicazione al federalismo fiscale, potrà concorrere alla «valorizzazione» dei beni culturali

Roma. Sembra avvicinarsi il conferimento di nuove funzioni amministrative a Roma capitale, 11 anni dopo la riforma federalista della Costituzione che ha anche previsto le «Città metropolitane» e un ordinamento speciale per Roma capitale della Repubblica.
La legge delega sul federalismo fiscale (n. 42 del 2009, all’articolo 26) ha delineato i principi di un ordinamento transitorio del nuovo ente territoriale «Roma capitale», in attesa della disciplina delle Città metropolitane. In attuazione di queste disposizioni, dopo un primo decreto legislativo (n. 156 del 2010), che ha riguardato solo l’assetto istituzionale, è attualmente all’esame delle Commissioni parlamentari uno schema di decreto legislativo per l’attribuzione al Comune di Roma di compiti amministrativi relativi a materie di competenza legislativa statale, indicati dalla legge n. 42: tra questi il «concorso  alla  valorizzazione dei beni storici, artistici, ambientali e fluviali, previo accordo con il Ministero per i Beni e le attività culturali». Lo schema precisa che il conferimento delle funzioni amministrative relative a materie di competenza legislativa regionale dovrà essere effettuato con legge regionale entro 90 giorni.
Sono due i principali meccanismi previsti per l’esercizio delle funzioni amministrative trasferite: in via generale, per il coordinamento tra i diversi livelli di governo (Stato, Regione, Provincia e Comune) si prevede l’istituzione di un’apposita sessione all’interno della Conferenza unificata Stato-Regioni; per esercitare il concorso alla valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici si prevede l’istituzione di una Conferenza delle Soprintendenze ai Beni culturali di Roma capitale, composta dalla Direzione regionale per i Beni culturali del Lazio, la Sovrintendenza capitolina e le Soprintendenze statali del territorio di Roma capitale. La Conferenza dovrebbe pronunciarsi sulle attività di valorizzazione a iniziativa di Roma capitale e su interventi di valorizzazione di beni statali ritenuti «caratterizzanti» l’immagine di Roma capitale.
Su questa Conferenza, composta di molti soggetti senza un vero punto di coordinamento, si sono concentrate molte critiche e contestazioni, che hanno segnalato soprattutto la sua scarsa funzionalità ed efficienza in compiti di gestione amministrativa. Le funzioni amministrative conferite a Roma capitale (previo accordo con il Mibac e secondo le modalità di esercizio congiunto, definite dalla Conferenza delle Sovrintendenze) sono specificati dallo schema di decreto come concorso alla valorizzazione di beni statali, alla verifica preventiva dell’interesse archeologico, al rilascio di titoli autorizzatori; alla definizione di procedure per la repressione di abusi edilizi su beni vincolati; alla catalogazione dei beni culturali; alla definizione di modelli e criteri per la loro conservazione; alla stipulazione di intese per l’accesso a istituti e luoghi della cultura; a studi e ricerche... Per i beni ambientali e paesaggistici, viene disposto che Roma capitale concorra alla definizione di politiche di tutela e valorizzazione del paesaggio, alla gestione degli interventi, ad attività di formazione e vigilanza.
Va ricordato che si tratta sempre di funzioni e compiti amministrativi, che non dovrebbero mettere in discussione le competenze stabilite dalla Costituzione; spesso però non è chiaro come la disciplina proposta si raccordi con quella vigente, in particolare con le funzioni attribuite a Stato e Regioni dal Codice per i beni culturali e il paesaggio. In più punti, inoltre, il testo utilizza termini inesatti o li diversifica, esponendosi a incertezze interpretative (ad esempio i beni storici-artistici diventano beni o patrimonio culturali).
© Riproduzione riservata

Marta Romana, da Il Giornale dell'Arte numero 318, marzo 2012


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