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Mostre

Amsterdam

Il lume dell’astrazione

Sottofondi musicali di Schönberg, Rachmaninoff e altri nella mostra dedicata al paesaggio simbolista

Akseli Gallen-Kallela, «Il lago Keitele», 1905, Lahti Art Museum Viipuri Foundation

Amsterdam. Il paesaggio è forse l’aspetto più sottovalutato del movimento simbolista secondo Nienke Bakker, curatore del Van Gogh Museum di Amsterdam e ideatore della mostra «Sogni di Natura. Il Simbolismo da Van Gogh a Kandinskij», dal 24 febbraio al 17 giugno, che intende dimostrare come i simbolisti abbiano spesso usato il paesaggio «come metafora di atmosfere e sentimenti».
La rassegna presenta 70 dipinti di diversi artisti che evidenziano l’importanza del paesaggio dalle prime opere simboliste agli albori dell’astrazione. Tra i nomi presenti in mostra, Paul Gauguin, Vincent van Gogh ed Edvard Munch, accanto ad autori meno noti dall’Europa del Nord e dell’Est. «Il paesaggio è stato spesso considerato un tema minore all’interno del Simbolismo, perché gli artisti erano più interessati alle emozioni che non alle rappresentazioni esterne, afferma Bakker. Il lavoro più interessante è probabilmente quello di Arnold Böcklin». Il suo dipinto «L’isola dei morti» (1886), in prestito dal Museum der Bildenden Künste di Lipsia, «fu considerato un’opera chiave per la futura generazione di simbolisti e per questo lo abbiamo scelto per aprire la mostra». Dalla National Gallery of Scotland giungono quattro importanti dipinti, compresi «La visione del sermone (Jacob Wrestling con l’Angelo)» (1888) di Van Gogh e «Covoni, effetto neve» (1891) di Monet. Dal Van Gogh Museum di Amsterdam arrivano «Il seminatore» (1888) e «Campo di grano con seminatore» (1889) di Van Gogh, oltre a «Strada di Samois» (1888) di Odilon Redon. «Abbiamo voluto iniziare con un’atmosfera più cupa che si fa via via più luminosa procedendo verso l’astrazione», afferma Bakker. Il cambio di atmosfera è testimoniato da opere come «Malinconia» (1894-96) di Munch dal Bergen Art Museum e «Cosacchi» (1910-11) di Vassilij Kandinskij dalla Tate di Londra. Sette dei principali quadri in mostra sono esposti con sottofondo di musica classica: «L’isola dei morti» di Böcklin è accompagnato dai concerti per pianoforte di Sergei Rachmaninoff, mentre l’approccio all’astrazione di Kandinskij è sottolineato dalle composizioni atone sperimentali di Arnold Schönberg. «L’idea è di suggerire il legame tra le diverse pratiche artistiche dell’epoca», aggiunge Bakker. Dopo Amsterdam la mostra farà tappa alle National Galleries of Scotland di Edimburgo (14 luglio-14 ottobre) e all’Ateneum Art Museum della Finnish National Gallery di Helsinki (16 novembre-17 febbraio 2013).
© Riproduzione riservata

Ermanno Rivetti, da Il Giornale dell'Arte numero 317, febbraio 2012



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