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Cosenza, Prima visione e Punti di vista per guardare il Sud con altri occhi

«Prima visione» è una residenza per artisti ospitata a Palazzo Arnone di Cosenza fino al 16 dicembre

Cosenza. Una «location» come l’antico Palazzo Arnone, sede dell’omonima Galleria Nazionale, dove sono custodite le opere di Pietro Negroni, Mattia Preti, Luca Giordano, oltre a un corpus grafico di Boccioni. Quattro artisti, Francesco Bertelé, Anja Puntari, Rachele Maistrello e Giulio Squillacciotti, in residenza per tre settimane, che si confronteranno con personalità di fama internazionale quali la curatrice Marina Fokidis e gli artisti Akram Zaatari e Miltos Manetas. Un dialogo autentico col passato e col presente storico artistico e culturale della città di Cosenza, che si avvale della collaborazione col Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti dell’Università di Calabria, nelle persone di Leonardo Passarelli e Ornella Scognamiglio, e che coinvolge direttamente dieci studenti chiamati ad affiancare artisti e curatori nella conoscenza del territorio cosentino. Sono questi gli ingredienti di «Prima Visione», il progetto ideato e curato da Francesco Ragazzi e Francesco Urbano (fondatori dell’Associazione E) che, utilizzando pratiche di coinvolgimento collettivo, mira alla realizzazione di un doppio lavoro che «si muove tra la veduta e la visione e intende riformulare un discorso sul Sud che oggi sembra scaduto in una banalità bieca».
Il titolo evidenzia, infatti, la determinazione a perseguire la «ricerca di un'immagine generativa o rigenerativa» del Sud per il superamento del vizio da stereotipo. Ciò che interessa ai curatori è «fare leva sul senso di sospensione del giudizio che si prova quando si arriva in un posto nuovo e, allo stesso tempo, capire come trasmettere all'esterno l'universo visivo di una città che, per una serie di ragioni storiche e geografiche, si trova oggi al di fuori di un immaginario diffuso, ma ha le potenzialità per generarne uno nuovo».
Per Ragazzi e Urbano, «Prima visione» ha quindi un doppio significato: «da un lato spinge a riflettere sulla dimensione mediatica del territorio: in che modo e con quali strumenti si può raccontare la natura di un luogo; dall'altro vi è la volontà di insistere sul sentimento di sorpresa e meraviglia generato da un'apparizione o da un miraggio».
La residenza, avviata il primo dicembre, termina il 16 e prevede tre incontri pubblici dedicati ad Akram Zaatari, artista che ha rappresentato il Libano in occasione dell’ultima Biennale di Venezia; Marina Fokidis, curatrice della Kunsthalle Athena, fondatrice di «South magazine»; l’artista Miltos Manetas, che parlerà di «Medio Sud», categoria geografica da lui teorizzata. Un fecondo periodo di scambi cui seguirà l’elaborazione delle opere che, nella prossima estate, saranno allestite in occasione della mostra finale.
Il 14 dicembre, alle ore 18, ci sarà l’open studio presso Palazzo Arnone, mentre un blog accompagnerà passo dopo passo le diverse fasi del progetto.
«Prima Visione» fa parte di «Art in Progress. Cantieri del Contemporaneo», uno dei sette progetti finanziati dalla Regione Calabria nell’ambito del bando dedicato all’arte contemporanea con un investimento complessivo di circa 3 milioni di euro.
E sempre a proposito di «Art in progress», un’altra iniziativa in programma sarà inaugurata il prossimo 14 dicembre. Si tratta di «Punti di vista. Identità Conflitti Mutamenti», la mostra curata da Fabio De Chirico e Ludovico Pratesi (fino al 14 febbraio), allestita negli spazi di Palazzo Arnone. Il percorso espositivo propone un «dialogo tra storia dell’arte e arte italiana delle ultime generazioni», rappresentata dai lavori di Francesco Arena, Massimo Bartolini, Francesco Barocco, Vanessa Beecroft, Sergio Breviario, Chiara Camoni, Francesco Carone, Lara Favaretto, Flavio Favelli, Marta Mancini, Elisa Sighicelli, Francesco Vezzoli.

Anna Saba Didonato, edizione online, 4 dicembre 2012


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