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Venezia, impresa e cultura si parlano

La conferenza stampa del Salone Europeo della Cultura

Venezia. In laguna inizia il countdown per il Salone Europeo della Cultura che si aprirà tra poco meno di due settimane, venerdì 23 novembre, ai Magazzini Ligabue di Santa Marta.
La conferenza stampa di presentazione dell'evento, tenutasi stamane in assetto immancabilmente istituzionale, restituisce l'immagine d'un salone frutto della capacità di creare un «sistema» tra diverse realtà (imprenditoriali e del mondo delle cultura, pubbliche e private) su di una piattaforma territoriale vasta: il Veneto tutto, in cui concorrono all'organizzazione come main partner e sponsor il sistema fieristico di Venezia, Verona e Vicenza, il gruppo di gestione aeroportuale per Venezia-Treviso Save e Grafica Veneta Spa ma anche la regione Emilia-Romagna (da cui giunge la terza edizione Open design Italia) senza dimenticare il coinvolgimento di istituzioni culturali come Biennale, Mart, Università Iuav e Ca' Foscari.
È forte, e viene ribadito più volte, il nesso con il mondo economico e imprenditoriale, considerato come necessario in vista d'un altro tema attualissimo e di basilare importanza per il Triveneto: la candidatura delle tre regioni con Venezia a fare da capofila a Capitale europea della Cultura 2019; non a caso il tema su cui si gioca la corsa al titolo è proprio «cultura ed economia».
I numeri della seconda edizione del Salone Europeo Venezia#Berlin li dà il direttore Filiberto Zovico: 600mila euro d'investimento (di cui il 90% provenienti da risorse private), oltre 130 giovani volontari coinvolti nell'organizzazione e una previsione di circa 10mila presenze. «Venezia come nuovo hub nazionale e internazionale», afferma Zovico: per lui questa edizione, considerata la novità del format, è un po' come se fosse la prima da cui prenderà avvio un percorso futuro.
Anche per l'assessore del comune Pier Francesco Ghetti, così come per Giuseppe Mattiazzo, amministratore delegato di Expo Venice, l'edizione non è convenzionale perché proiettata all'innovazione e all'interculturalità e perché presenta la novità d'un libero accesso (è possibile registrarsi gratuitamente ai singoli eventi al sito www.venezia2019.eu) ed elasticità negli orari.
Tra le altre personalità presenti stamane: il vicepresidente della Regione Marino Zorzato, Cesare De Michelis presidente del Comitato scientifico del Salone, Corrado Facco direttore Fiera di Vicenza, Giovanni Colombo responsabile relazioni esterne di Veronafiere, Silvia Burini prorettore Università Ca' Foscari, Amerigo Restucci rettore dell’Università Iuav ed Enrico Marchi presidente di Save. Restucci, nel florilegio contemporaneo di eventi consimili, invita a riflettere su che cosa sia oggi un salone e considera l'iniziativa veneziana come spunto per guardare al contesto esistente attorno a un bene culturale («un restauro, dice, non può più essere solo conservazione») mentre Enrico  Marchi afferma: «per troppo tempo il Nord-Est è stato visto come caricatura di se stesso» mentre oggi «l'impresa deve essere accanto alla cultura» giacché, ribadisce citando Mattioli, «la cultura serve a dar un'anima ai numeri»...
Davanti a tale comunione d'intenti verrebbe, per un attimo, da guardare con fiducia al futuro del settore, se solo riuscissimo a dimenticare le tante inevitabili contradditorietà del binomio economia/cultura.

Veronica Rodenigo, edizione online, 12 novembre 2012



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