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Musei

Quinto anno

La classifica mondiale dei musei: è Parigi la capitale (ma Londra vince ai punti)

L'indagine annuale esclusiva di «Il Giornale dell'Arte» e «The Art Newspaper»

Visitatori in coda davanti al Museo del Prado a Madrid, al 13mo posto nella classifica dei musei mondiali più visitati nel 2011

Nessun sommovimento nella classifica 2011 dei visitatori mondiali dei musei: le capitali dell’arte mondiale si confermano Parigi, New York e Londra. In Italia, Roma si insinua nella top ten, ma soltanto con un museo «extraterritoriale», i Musei Vaticani. Tra le città italiane (Firenze e Venezia in solita evidenza), Torino conferma gli ottimi risultati del suo sistema museale (ben tre musei nei primi undici in Italia: Egizio, Cinema e Venaria) e, grazie al successo delle celebrazioni del 150mo anniversario dell’Unità d’Italia, uguaglia i dati d’affluenza dell’«anno magnifico» dei Giochi olimpici invernali del 2006.

Nel mondo, Parigi mantiene la guida della classifica mondiale dei musei più visitati del mondo: il Louvre aumenta il suo record di 400mila unità, portando il museo a 8,9 milioni di biglietti staccati. Si conferma così il dato diffuso dall'Ufficio del Turismo di Parigi, che ha annunciato una crescita del turismo in città del 3 per cento. Anche il Centre Pompidou è in crescita (da 3,1 a 3,6 milioni di visitatori). A New York, il Metropolitan Museum of Art sfonda la soglia dei 6 milioni, attestandosi al secondo posto della classifica. Al MoMA, sempre sovraffollato e quindi costantemente alla ricerca di nuovi spazi e ampliamenti, gli ingressi sono però scesi da 3,1 a 2,8 milioni all’anno. Terza Londra, con il British Museum sopra ai 5,8 milioni, la National Gallery a 5,2, il Natural History Museum a 4,9 e la Tate Modern a 4,8 (scesa sotto i 5 milioni, nonostante mostre di successo come quelle di Ai Waiwei e di Gauguin, con oltre 4mila ingressi al giorno): tutti record favoriti dall’ingresso gratuito (ormai da 10 anni; cfr. n. 318, mar. ’12, p. 20) nei musei nazionali britannici.

Grande risultato per il National Palace Museum di Taipei che ha raggiunto il nono posto mondiale e 3,8 milioni di visitatori, grazie soprattutto alla grande mostra che ha riunito, per la prima volta dopo 360 anni, uno dei tesori cinesi, i 1.350 rotoli dipinti di Huang Gongwang.
Subito fuori dalla top ten, con 2,9 milioni di ingressi (erano 2,7 nel 2010) il Prado di Madrid ha costantemente aumentato i propri visitatori fin dal 2007: numero destinato ancora a crescere, grazie all’ottimo successo dell’apertura sette giorni su sette (lunedì compreso). Operazione avviata da pochi mesi (cfr. n. 318, mar. ’12, p. 18), che si sta oltretutto dimostrando un ottimo affare dal punto di vista economico: i risultati di biglietteria coprono infatti ampiamente le maggiori spese per l’ulteriore giorno di apertura.

Il Los Angeles County Museum of Art (Lacma) per la prima volta supera il milione di visitatori e quasi raddoppia i suoi risultati di cinque anni fa, grazie soprattutto alle mostre ospitate nel Resnick Pavilion, appositamente realizzato. Grazie all’ampliamento, anche il Museum of Fine Arts di Boston è passato da 911mila visitatori nel 2010 a 1,4 del 2011.
Versailles, con 6,5 milioni di biglietti, sarebbe al 2° posto assoluto, ma non rientra nella nostra classifica dei «musei», analogamente a tutte le residenze prive di un percorso specificamente museale (dentro quindi Caserta e Venaria), così come sono assenti i siti archeologici e monumentali. In Italia, gli Uffizi (primo museo «nazionale») sono solo al 21°posto mondiale, con poco più di un quinto dei visitatori del Louvre. Oltre all’ascesa del Museo del Cinema di Torino e di Venaria, buon successo per i «nuovi musei»: Museo del Novecento a Milano (dove perdura la crisi di Brera), MaXXI e Macro a Roma. Nel contemporaneo, scendono in molti, dalla Gnam di Roma al MAMbo di Bologna, dalla Gam di Torino a Rivoli.

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La classifica è stata elaborata da Sara Favaro, Edward  Frankel, Giovanna Paternò, Ermanno Rivetti e Toby Skeggs grazie ai dati forniti dall’Ufficio Statistica del Mibac e da uffici stampa pubblici e privati.

Alessandro Martini, Javier Pes ed Emily Sharpe, da Il Giornale dell'Arte numero 320, maggio 2012



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