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L'Aquila, il miracolo dell'Archivio di Stato

Una sala dl nuovo Archivio di Stato di L'Aquila

L'Aquila. Meno chic di un dipinto o di una statua, meno visibili di un monumento, o di un’area archeologica, gli archivi rischiano di essere la Cenerentola dei beni culturali. Eppure, depositari della memoria storica, costituiscono il baluardo della salvaguardia del passato e perciò di ogni discorso che riguardi la storia in generale e l’arte in particolare.
Comprendere l’importanza della conservazione di questo patrimonio acquista un valore infinitamente più grande quando avviene in una situazione tragica come quella che poco più di due anni fa ha colpito L’Aquila e il suo territorio, e di cui si è fatto carico nell’immediato l’Ufficio del vicecommissario per la Tutela del patrimonio culturale, Luciano Marchetti. Davvero eccezionale appare così l’evento che il 23 settembre ha portato nella nuova sede dell’Archivio di Stato di L’Aquila, distrutto dal sisma e riaperto in tempi record, con un ordine e un’efficienza encomiabili, tra gli altri Luciano Scala, direttore generale degli Archivi, Maurizio Fallace, direttore generale delle Biblioteche, Maria Cristina Misiti, direttrice dell’Istituto per il restauro e la conservazione dei beni archivistici e librari, Tullio Gregory, membro dell’Accademia dei Lincei, per il convegno: «La tutela dei beni cartacei dopo il terremoto», organizzato dalla Direzione Regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo guidata da Fabrizio Magani. Dall’aprile del 2009 il territorio del cratere, che comprende 57 comuni, infatti, è stato passato al vaglio di un attento censimento, a cura della Soprintendenza per i Beni archivistici per l’Abruzzo, che ha messo in luce una rete straordinaria di archivi comunali, ecclesiastici, e di molteplici enti ed istituzioni locali, che custodiscono una messe di documenti preziosi, carte antiche, pergamene.
Il sisma ha sorprendentemente portato a galla la situazione di degrado e dispersione in cui versavano molti di questi archivi già prima della tragedia, facendoli emergere da improbabili depositi e scantinati, e riconsegnandoli alla possibilità di una fruizione. E’ stato possibile inoltre recuperare integralmente le carte della Collegiata di Santa Maria di Paganica, tra cui due preziosi antifonari databili tra XIV e XV secolo sono già stati oggetto di restauro, mentre la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Abruzzo, ha provveduto ai finanziamenti per l’intervento conservativo di altri sei volumi quattrocenteschi.
Per le Biblioteche che hanno subito danni a seguito del sisma, le prospettive si presentano ancora più radicali. Consapevoli dell’urgenza di nuove competenze e di un incremento della professionalità in tale direzione, è stato infatti avviato il Corso di aggiornamento professionale avanzato per operatori del restauro di Beni archivistici e librari nell’ambito del Progetto Repaq (Restauro patrimonio archivistico e librario de L’Aquila), finanziato dal Premio Feltrinelli dell’Accademia dei Lincei e realizzato dall’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario, in collaborazione con numerosi altri enti (bando per sei posti disponibile online), un’occasione unica per l'aggiornamento professionale e per i giovani che potranno così affacciarsi al vasto mondo del restauro. Del resto, «Chi non ricorda il bene passato è vecchio già oggi», ammoniva Epicuro.

Maria Cristina Terzaghi, edizione online, 25 settembre 2011


  • I relatori del convegno sulla tutela dei beni cartacei tenutosi nell'Archivio di Stato di L'Aquila il 23 settembre

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