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Musei

Venezia

Per trent’anni è stato il boss (abilissimo) delle mostre in Laguna

A fine agosto Giandomenico Romanelli ha lasciato la direzione della Fondazione Musei Civici (diretti dal 1979), sostituito da Gabriella Belli

Giandomenico Romanelli

Venezia. «Stai lì un paio d’anni, sistemi le cose e poi torni. Manfredo Tafuri mi disse così, quando fui nominato direttore dei Musei Civici veneziani. Ma invece sono rimasto qui per trentadue anni, e non me ne sono mai pentito». Giandomenico Romanelli ricorda così il suo arrivo alla Direzione dei Musei Civici, quando nel 1979 era ancora un trentaquattrenne professore di Storia dell’Architettura all’Iuav, nel Dipartimento guidato dal «mitico» Tafuri. L’ha mantenuta dal 1979 (dopo un concorso vinto) sino a pochi giorni fa, quando, alla fine di agosto, ha lasciato il suo incarico all’interno della Fondazione Musei Civici di Venezia, che passerà ora a Gabriella Belli, in arrivo dal Mart, il Museo di arte contemporanea di Trento e Rovereto. Il futuro è incerto, perché un’eventuale consulenza all’interno della Fondazione (in piedi ci sono diversi progetti, a cominciare dalla mostra «Ritratto di Venezia» che si inaugurerà il 13 settembre al Tokyo Museum di Edo in Giappone e per circa un anno porterà in tournée nel Sol Levante molti dei capolavori dei musei veneziani) è legata ai colloqui e alle garanzie che Romanelli avrà dal sindaco di Venezia Giorgio Orsoni.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Enrico Tantucci, da Il Giornale dell'Arte numero 312, settembre 2011



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