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Opinioni & Documenti

Che ve ne sembra dell’America?

Lucciole meccaniche

James O. Clark parla allo spirito e fa respirare l’animo, eppure fa l’idraulico per mantenersi

James O. Clark, «The Luminiferous Aether», 1995-2011. © RHV Fine Art

Si entra in una stanza buia e si è presi nella luminescenza di un qualcosa che sale verso l’alto come un albero importato da un universo radicato nel nostro spirito e al contempo trasportato da lontane galassie. Eppure si tratta di un semplice tubo, pieno di gas argon acceso dalla corrente elettrica, al quale sono attaccati palloni trasparenti iridescenti. Come tutti i suoi lavori, questa scultura di James O. Clark irradia una presenza che trascende i suoi dati materiali. Fin da ragazzo, questo scultore oggi quasi sessantenne, che è nato e ha completato gli studi nella contrada di Keith Haring, è stato affascinato dalla magia della luce e della meccanica a bassa tecnologia. Mescola materiali svariatissimi per produrre piccole città immaginarie, pianeti fatti di frammenti, fogli dentro i quali si nasconde un filo di neon di colore tenue. Le sue opere sovente pulsano come farebbe una lucciola. Non vi è nulla di sensazionale in esse: il fascino che la meccanica di come si fanno le cose esercita su Clark è simile ...
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

Lucio Pozzi, da Il Giornale dell'Arte numero 312, settembre 2011

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