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Il nome sulla lavagna

Il nome sulla lavagna

Cariverona, caro Goldin, carissime mostre

Tra il 2012 e il 2014 il Comune di Verona e il Comune di Vicenza ospiteranno vicendevolmente e rispettivamente nel Palazzo della Gran Guardia e nella Basilica Palladiana appena restaurata, due mostre affidate alla cura di Marco Goldin e allestite da Linea d’Ombra, la società da lui fondata e diretta. Le mostre riguarderebbero, secondo la formula ormai stantia del «da-a», l’una il ritratto in EuropaDa Raffaello a Rembrandt a Van Gogh»), dal 6 ottobre 2012 al 6 gennaio 2013, prima nella Basilica Palladiana di Vicenza e poi nel Palazzo della Gran Guardia a Verona. L’altra una storia del paesaggio «Da Tiziano a Monet», che aprirà nella città scaligera per trasferirsi successivamente a Vicenza. Una simile iniziativa sarebbe interamente sostenuta, con l’esborso di 4 milioni di euro, dalla Fondazione Cariverona, che con un investimento di oltre 21 milioni di euro ha finanziato il restauro della Basilica Palladiana.
La notizia ha suscitato vivissima preoccupazione e anche indignazione soprattutto in considerazione di un momento così difficile per la cultura e quando istituzioni qualificate rischiano di chiudere per mancanza di risorse, ma anche per i dubbi circa la solidità scientifica di un progetto che punta sulla risonanza di grandi nomi per attirare cospicui flussi di visitatori destinati attraverso mostre che, al di là dei pretesti assunti, non hanno nulla a che fare con la realtà storica e culturale delle città e della Regione coinvolta. Esiste, infine, un ulteriore motivo di preoccupazione che è stato raccolto e tradotto in una interpellanza parlamentare dell’on. Gianpaolo Fogliardi, eletto nelle liste del Pd. È noto infatti che esiste un contenzioso tra Marco Goldin e il Comune di Verona a causa dell’annullamento, nel 2008, di una mostra di capolavori del Louvre curata dallo steso Goldin e ospitata dal Comune di Verona, ma poi annullata per aver i responsabili del museo parigino ravvisato totalmente inadeguata la sede espositiva proposta dallo stesso Comune (cfr. n. 277, giu. ’08, p. 1,11). Goldin aveva chiesto tramite i suoi legali al Comune di Verona un risarcimento di 1,2 milioni di euro, sostenendo anche di aver anticipato di tasca propria 400mila euro per l’organizzazione della mostra. Fogliardi ricorda che fu lo stesso Galan, attuale ministro per i Beni culturali, a produrre ai tempi un’interrogazione sulla querelle tra Goldin e il Comune di Verona e ora il parlamentare Pd si augura che il sindaco Tosi faccia chiarezza sulla vicenda.
Si tratta di un contenzioso del quale non si parla più ma qualcuno sospetta, a buon diritto, che l’intervento della Fondazione Cariverona e il sostanziosissimo apporto finanziario siano un modo per tacitare Goldin e togliere il Comune di Verona dal rischio di una pesantissima ammenda.

Lionello Puppi, da Il Giornale dell'Arte numero 312, settembre 2011


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