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A Malaga e Siviglia le opere «europee» del cubista Diego Rivera

Diego Rivera, «Dos mujeres», 1914

Malaga e Siviglia (Spagna). Più conosciuto a livello internazionale come autore di murales, arriva finalmente un riconoscimento per il periodo europeo, durato ben 14 anni, di Diego Rivera (Guanajuato 1886 – Città del Messico 1957), durante il quale l'artista realizzò circa un terzo della sua opera. Quegli anni sono infatti al centro della mostra «Diego Rivera, Cubista. Dall'Accademia all'Avanguardia. 1907-1921» aperta fino al 28 agosto al Museo del Patrimonio di Malaga e in un secondo appuntamento alla Casa della Provincia di Siviglia, da settembre alla fine di ottobre. Organizzata dalla Fundación Unicaja e curata da Julio Niebla, direttore di Inparce, e da Luís Martín Lozano, professore dell'Università di Messico, la rassegna presenta per la prima volta in Europa la produzione cubista di Rivera. Una trentina di opere tra paesaggi, nature morte e ritratti ne ripercorrono il lungo e proficuo soggiorno nel nostro continente quando «Rivera entra in contatto con una realtà molto diversa dalla sua, svolge ricerche e studi su quelle avanguardie che, alla fine, si riflettono sulle opere dipinte in quegli anni», spiega Niebla. Il progetto, che ha richiesto quattro anni di preparazione,  costituisce un approfondimento del tutto originale dell'opera di Rivera; in mostra figurano lavori («molti dei quali inediti») in prestito da una decina di musei e da collezioni americane ed europee, come «Natura morta spagnola» della National Gallery of Art di Washington, per la prima volta in Europa dopo la sua presentazione a Madrid nel 1915. Molto significativi il celebre «Tetti di Parigi» intriso dello spirito bohémien dell'epoca e lo stupendo olio «Due Donne» del 1914, scelto per la copertina del catalogo. Rivera approda in Europa nel 1907: a Madrid frequenta per due anni una scuola di pittura ed è attratto dell'opera di El Greco, poi viaggerà alla volta di Parigi, Bruges, Gand e Londra. Nel 1910 risiede a Parigi, a Montparnasse, dove ha come vicini Picasso, Braque e Modigliani insieme a vari componenti del Futurismo; qui sviluppa le chiavi del cubismo orfico, che si basa nella separazione dei piani mediante il colore: ne sono significativi esempi «Paysage de Fontenay» e «Paisaje de Arcachón» presenti in mostra. Allo scoppio della prima guerra mondiale, si rifugia in Spagna dove parteciperà alla prima mostra di Arte Moderna a Madrid, «Los pintores íntegros» nel 1915, con alcuni quadri che tornano ora, dopo tanti anni, nella penisola iberica. A segnare il passaggio di Rivera al muralismo fu la scoperta degli affreschi del Quattrocento, durante un viaggio in Italia compiuto tra il 1920 e il 1921.

Carmen del Vando Blanco, edizione online, 3 agosto 2011


  • Diego Rivera
  • Visitatrici alla mostra di Rivera cubista

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