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Aste

Milano e Prato

20 milioni di moderno

È il fatturato delle aste di maggio di Christie’s, Sotheby’s e Farsetti

Il «Concetto spaziale» del 1963-64 di Fontana, battuto da Christie’s a 731.600 euro

Milano e Prato. Un Francesco Alverà, battitore e direttore del dipartimento gioielli di Christie’s Italia, più pimpante del solito ha aperto a Milano le aste primaverili di arte moderna e contemporanea. Nella sala di Palazzo Clerici gremita dal club degli habitués, le due sessioni del 24 e 25 maggio hanno realizzato un totale di 7.885.266 euro, pari a oltre il 40% in più rispetto al risultato raggiunto nel maggio 2010. Renato Pennisi e Cristiano Giulio Sangiuliano, condirettori del dipartimento di arte moderna e contemporanea, dichiarano: «Siamo soddisfatti per l’intensa partecipazione di compratori italiani e internazionali, attivi soprattutto sulle opere di Fontana e Castellani. I solidi risultati della vendita hanno premiato l’accurata selezione delle opere: nove dei dieci migliori risultati hanno superato la stima massima». Una competizione tra collezionisti privati ha animato la vendita dei «Contemplatori di rovine» di De Chirico, opera del 1932-34, aggiudicata per 656mila euro. Tra i top, un «Concetto spaziale» del 1963-64 di Fontana è stato battuto a 731.600 euro (stime 350-500mila) e una «Superficie bianca», estroflessione di Castellani del 1967, a 504.800 (stime 300-400mila). Il totale di Sotheby’s per l’asta del 25 e 26 (che non include l’Iva) non si discosta molto da quello di Christie’s: 7.693.800 euro. La sala era piena di facce note che chiacchieravano animatamente in attesa del proprio lotto da battere, rendendo non facile il lavoro di Stefano Moreni, battitore e capo dipartimento di arte moderna e contemporanea. Molto attive le 16 persone ai telefoni. Primo dei top lot, l’«Arazzo Bianco» di Alighiero Boetti del 1988, opera che celebra il doppio ruolo di artista e scrittore molto amato da Alighiero & Boetti, andato in una collezione straniera, a 492.750 euro. Secondo posto a 384.750 euro Lucio Fontana, «Concetto spaziale. Attese», e ancora Fontana con «Concetto spaziale», bianco per il terzo posto a 360.750. Più che soddisfacenti gli esiti registrati dal piccolo nucleo di opere degli anni Settanta che introduceva la parte serale dell’asta, come ad esempio l’On Kawara, «Nov. 22, 1971» venduto a 180.750 euro. Una notazione estetica: sarà cambiata la moda, ma quasi tutte le cornici delle opere offerte da entrambe le case d’asta erano oggi inguardabili, legate all’epoca e quasi mai in relazione con l’opera. Il bilancio di Farsetti è positivo: la vendita del 27-28 maggio di arte moderna e contemporanea ha totalizzato complessivamente circa 4,5 milioni di euro. Come si evince dai top lot, sono stati premiati i futuristi e il Novecento italiano classico: di Morandi una «Natura morta» del 1960, ha cambiato titolare per 478mila euro; di Balla una tempera su carta, «Automobile in corsa», 1925 ca, ha realizzato 442.150 euro; «Superficie 470», olio su tela del 1962 di Giuseppe Capogrossi, è stato battuto a 342mila euro. © Riproduzione riservata

Michela Moro, da Il Giornale dell'Arte numero 311, luglio 2011


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