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Il confessore di Rubens è un carmelitano di Van Dyck

«Ritratto di un monaco carmelitano», Anton Van Dyck

Il 6 luglio, nella sua vendita londinese di pittura antica, Sotheby’s propone il «Ritratto di un monaco carmelitano», opera inedita di Anton Van Dyck (nella foto). La scoperta risale all’inizio dell’anno scorso quando l’ufficio parigino della casa d’aste, in una perizia di routine, notò un olio su tavola che si trovava da due secoli tra le proprietà di una famiglia presso la quale era noto come il «Confessore di Rubens». George Gordon, copresidente del dipartimento di pittura antica, osservò che mentre i ritratti di Rubens si attengono sempre a schemi formali, questo dava un’idea di maggiore spontaneità. L’opinione comune degli studiosi che hanno esaminato il dipinto è che esso sia da far risalire alla fine del periodo di apprendistato di Van Dyck nella bottega di Rubens, negli anni tra il 1617 e il 1620 circa. Le stime sono comprese tra 670 e 900mila euro.

da Il Giornale dell'Arte numero 311, luglio 2011


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