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Antiquari

L’Austria restituisce Klimt per non beneficiare di un regime criminale

Klimt, «Litzlberg am Attersee», del 1915

L’amministrazione provinciale di Salisburgo ha annunciato la restituzione di un paesaggio di Gustav Klimt all’erede della legittima proprietaria. «Litzlberg am Attersee», del 1915 (nella foto), conservato al Museum der Moderne della città austriaca, appartenne ad Amalie Redlich, che nel 1941 fu deportata in Polonia e uccisa; verrà restituito a suo nipote, Georges Jorisch. Il dipinto, che era stato razziato dall’abitazione della donna dopo la sua deportazione, venne acquistato dopo il 1941 dal mercante Friedrich Welz (morto nel 1980), una figura che recentemente è stata oggetto di indagine svolta da una commissione del Governo austriaco per la sua attività filonazista (cfr. n. 275, apr. ’08, p. 76). Welz barattò il dipinto con un altro delle collezioni civiche di Salisburgo. L’opera è «uno dei migliori e più preziosi capolavori» dell’istituzione, secondo un comunicato che ha annunciato la dismissione. Wilfried Haslauer, vicegovernatore di Salisburgo, ha dichiarato al sito bloomberg.com che si tratta di una restituzione «dolorosa», ma che lo Stato «non può permettersi di essere il beneficiario di un regime criminale».

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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

da Il Giornale dell'Arte numero 311, luglio 2011

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