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Antiquari

Un libro riscopre la figura di Élie Fabius, che per primo si volse all’Ottocento e allo stile Impero

Quando l’antiquario era arbitro del gusto

Un marchand entre deux Empires. Élie Fabius et le monde de l’art, di Olivier Gabet


parigi. Conservatore del patrimonio, specialista di arti decorative, in particolare del XIX secolo, Olivier Gabet in Un marchand entre deux Empires racconta la passione e l’impegno per l’arte di Élie Fabius (1864-1942), antiquario parigino dell’inizio del Novecento (nonché nonno del politico francese Laurent Fabius, già primo ministro).
L’opera presenta i risultati di ricerche approfondite basate su interviste con i discendenti di Élie Fabius . Il saggio poggia su una serie di archivi: corrispondenze, libri contabili, cataloghi d’aste e di mostre per la maggior parte riprodotti nel testo.
Intrecciando i ricordi di una vita alla storia delle case d’asta, degli antiquari e del quartiere di Drouot, il racconto inizia nei primi anni della Terza Repubblica (1870-80) per chiudersi negli anni bui dell’occupazione (1940-45), quando traffici di opere d’arte, razzie e liquidazioni coatte, tra altre violenze, costituiscono la cronaca quotidiana di un mercante ebreo. Se il testo talvolta semplicemente elenca, come un catalogo, i nomi delle opere vendute, raccolte o anche solo desiderate, il suo stile introduce il lettore nell’atmosfera purpurea e aristocratica dei collezionisti e appassionati d’arte di inizio Novecento.
Discendente di una famiglia ebrea della Lorena, Élie Fabius apparteneva a una di quelle grandi dinastie di amatori e antiquari che contribuirono a formare il gusto francese e lo stesso mercato dell’arte, in un’epoca in cui quest’ultimo non compariva nei titoli di testa dei giornali, né batteva record sensazionali. Nella Francia dei mercanti, degli esperti e dei collezionisti Fabius frequenta gli ambienti di Paul Marmottan, Georges Wildenstein, Arthur de Rothschild o Sacha Guitry. Tra strategie mercantili e amore per l’arte nasce la sua inclinazione atipica per il XIX secolo, in particolare per le arti decorative Impero.
L’expertise di Fabius, che aveva ricevuto l’incarico dai Musei Nazionali in occasione di diverse vendite all’asta, così contribuendo all’arricchimento di musei francesi o americane, è tra i maggiori apporti del mercante alla storia della moda e il libro ben evidenzia quanto i mercanti influirono sui cambiamenti di gusto. «Ricordi del Principe imperiale» s’intitolava la mostra che nel 1935 il Musée des Arts Décoratifs dedicò nel Pavillon de Marsan alle collezioni di Élie; il mondo dei musei testimoniava così la propria riconoscenza a quest’uomo e al suo inedito interesse per l’arte dell’Ottocento. Il nome Fabius è tornato d’attualità in questi giorni  nelle cronache di mercato anche per una vendita di opere dalle collezioni della galleria Fabius Frères che Sotheby’s terrà il 18 e 19 ottobre prossimi a Parigi.

© Riproduzione riservata

Un marchand entre deux Empires. Élie Fabius et le monde de l’art, di Olivier Gabet, 158 pp., Skira Flammarion, Parigi 2011, e  35,00

Sarah Hugunenq , da Il Giornale dell'Arte numero 311, luglio 2011


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