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Aste

Londra: impressionisti e moderni

L’arte trofeo non va più, è caccia al nuovo

I collezionisti dimostrano di voler andare oltre i «capolavori», dominatori delle aste prima del 2008: e per lotti «atipici» i prezzi volano

«Häuser mit bunter Wäsche», 1914

Londra. Rispetto ai mesi scorsi, le aste serali londinesi di impressionisti e moderni tenutesi il 21 e 22 giugno hanno visto compratori determinati ad allargare il proprio campo d’azione e ad avventurarsi oltre i capolavori che hanno dominato le aste dal collasso economico del 2008. «Il repertorio di acquisti si sta allargando, e pezzi che non fanno naturalmente parte dell’arte trofeo ora si vendono», osserva la mercante Daniella Luxembourg. All’asta Sotheby’s del 22 giugno è stata proprio lei ad aggiudicarsi a 2,9 milioni di euro (stime 2,2-3,3 milioni), per conto di un cliente, «Stadtburg Kr.», atipica opera di Paul Klee del 1932, ispirata dall’estetica Bauhaus, già nella collezione di Richard Doetsch-Benziger.
Molte opere inaspettatamente sono volate ben oltre le stime: tra queste «Im Bazar» del 1914 di August Macke, salito fino a 4,5 milioni di euro contro una stima di 670-900mila euro (Christie’s, 21 giugno; underbidder ancora Daniella Luxembourg) e «Au-dessus de la Ville» del 1914-22 di Marc Chagall, venduto a un offerente collegato al telefono a 2 milioni di euro (stime 720-950mila, Sotheby’s).
Una tendenza che si conferma anche nel caso di Picasso: persino con lui i lotti con le stime minori hanno raggiunto cifre molto alte. «Homme à la pipe et nu couché», ad esempio, un grande formato del 1967, è stato aggiudicato a 5,4 milioni di euro (stime 1,7-2,8 milioni) da Sotheby’s, mentre le sue opere più care tendenzialmente sono rimaste entro le stime («Buste de Françoise», 1946, è stato battuto a un prezzo di 11,8 milioni di euro al mercante newyorkese Bill Acquavella).
«Jeune fille endormie», sempre di Picasso, del 1936, donata da un collezionista privato all’Università di Sydney, con l’intesa che i proventi della vendita dell’opera (da Christie’s) avrebbero finanziato ricerche mediche era proposta con stime fra i 10 e i 13,4 milioni di euro. L’ha comprata, per 15,1 milioni, Alan Hobart della londinese Pyms Gallery. Il vero momento topico da Christie’sè stata la vendita di «Femme assise, robe bleue» del 1939, vivace ritratto di Dora Maar su sfondo rosso scuro, con un’ampia (e sorprendente) stima compresa tra 4,5 e 9 milioni. Almeno sei gli offerenti in lizza: l’ha spuntata, a 20,1 milioni di euro, Thomas Seydoux, dell’ufficio parigino di Christie’s, che agiva per conto del finanziere greco Dimitri Mavrommatis.
La straordinaria vendita di Christie’s (92 lotti) era stata lanciata dalle 40 opere provenienti dalle proprietà del leggendario gallerista svizzero Ernst Beyeler: il nucleo ha totalizzato 157 milioni di euro (stime 129-183 milioni, 87% di venduto per numero di lotti). Eppure il suo top lot, le «Ninfee» di Claude Monet, 1914-17, è rimasto invenduto. Il banditore ha aperto le offerte a poco più di 13 milioni, ben al di sotto delle stime di 19-26 milioni, e non ha ricevuto in risposta una sola mano alzata. Secondo i mercanti, le stime erano troppo alte. L’opera è destinata ora alla Fondation Beyeler. Il totale di Sotheby’s (108 milioni di euro) era anch’esso compreso tra le stime di 86,5-124,5 milioni. La casa d’aste ha venduto il lotto più caro della stagione, «Häuser mit bunter Wäsche (Vorstadt II)», del 1914, di Egon Schiele, consegnato dal Leopold Museum di Vienna per pagare gli accordi stragiudiziali relativi al caso della restituzione di un altro dipinto di Schiele, il «Ritratto di Wally» (cfr. lo scorso numero, p. 73). L’opera è stata aggiudicata a 27,6 milioni di euro (stime 24,6-33,5). Sotheby’s ha potuto vantare nella circostanza un prezzo medio per lotto di 3 milioni di sterline, dato pesantemente condizionato dal prezzo dello Schiele, visto che i lotti in catalogo erano soltanto 34; impressionante il dato del 98% di venduto per ammontare (l’anno scorso era del 78%).

© Riproduzione riservata

Georgina Adam e Melanie Gerlis, da Il Giornale dell'Arte numero 311, luglio 2011


  • «Buste de Françoise» del 1946 di Picass
  • «Stadtburg Kr.», del 1932 di Klee

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