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Restauro

Barcellona

A spasso tra i camini di Gaudí

Nove milioni di euro e sette anni di restauro per Palacio Güell edificato in un lustro dall’architetto trentenne

Un’immagine interna di Palacio Güell



barcellona. È tornato visitabile Palacio Güell, ritenuto l’opera giovanile più importante di Antoni Gaudí, che lo realizzò tra il 1885 e il 1890 (www.palauguell.cat). L’intervento diretto da Antoni González, responsabile del Patrimonio architettonico della Diputación (governo provinciale) di Barcellona, è durato sette anni ed è costato 9 milioni di euro. Il palazzo, situato in una traversa della Rambla (carrer Nou de la Rambla, 3), fu la dimora  dell’industriale e politico Eusebi Güell, fino al 1910, anno in cui il principale mecenate di Gaudí si trasferì nella nuova residenza del periferico Parque Güell. Il geniale architetto lo disegnò appena trentenne, ma l’edificio ben testimonia la sua visionaria concezione dello spazio e della luce, utilizzata per plasmare soluzioni e forme personali, in pietra, marmo, legno, ferro battuto e vetro. Il restauro ha interessato tutti gli spazi, dal sottosuolo, oggetto di un complesso studio geologico, al tetto; sono stati inoltre analizzati tutti i carichi meccanici cui sono sottoposte le travi e i muri principali. L’intervento ha riguardato anche l’impiantistica e il percorso espositivo.
Resta inalterata la storica scala di pietra che conduce al piano nobile, dove si possono ammirare alcuni arredi originali, distribuiti tra le stanze private della famiglia Güell e l’enorme salone destinato agli eventi sociali. In questa sala si trovava un organo con più di 1.300 canne dell’organista basco Aquilino Amezua, che non si è potuto restaurare ed è stato sostituito con uno strumento nuovo, costruito dal maestro

Albert Blancafort riutilizzando parti originali di quello antico. Nel sottotetto, dove viveva il personale di servizio, è allestita una mostra che descrive nei minimi dettagli il restauro, compreso l’intervento per trasformare il tetto in uno spazio agibile, da dove ammirare il panorama, passeggiando tra i celebri camini di Gaudí.
Con i suoi otto piani il palazzo è un tripudio di creatività, grazie ai suoi innumerevoli particolari decorativi e i materiali ricercati. Solo per fare due esempi si contano 160 soffitti diversi (ben più del numero di stanze) e svariati pavimenti in pietra e marmi colorati (funzionale l’ingresso con parquet di legno per attenuare il rumore delle carrozze). Il palazzo, ceduto alla Diputación nel 1945 dalla figlia del conte Güell, fu chiuso al pubblico nel 2004 dopo un cedimento del tetto. Ora che finalmente è tornato visitabile, la richiesta è altissima, ma non possono accedervi più di 185 visitatori per volta (800 persone al giorno, durata del percorso 3 ore).

© Riproduzione riservata

Roberta Bosco, da Il Giornale dell'Arte numero 311, luglio 2011


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