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Archeologia

Anfore sigillate tra Capri e Sorrento

Capri (Na). Sono già 6mila le anfore da vino perfettamente accatastate da duemila anni scoperte a 200 metri di profondità nel mare tra Capri e Capo di Sorrento. Altre rimangono invece adagiate in un relitto sommerso ma soprattutto sparse sul fondale sabbioso. Venivano trasportate su due navi romane affondate in zone diverse tra il I e il II secolo a.C. Accanto alle anfore, oggetti unici non ancora studiati: elementi di metallo, forse piombo, marcati da bolli, lunghi due metri per trenta centimetri di spessore, pesanti circa tre quintali. Non sappiamo, dicono gli archeologi subacquei della Ras (Restoring Ancient Stabiae) guidati da Ugo Di Capua che li hanno scoperti, a che cosa servissero, «forse a stabilizzare le navi o forse destinati al commercio». Alcune anfore sono ancora sigillate e si potrà quindi esaminarne il contenuto: quasi certamente si tratta di quel vino famoso che duemila anni fa veniva esportato dai porti campani in tutto il Mediterraneo. Il lavoro dei subacquei è ancora all’inizio. Gli archeologi, con la supervisione della Soprintendenza di Napoli e Pompei, sperano di trovare sotto la sabbia parti delle navi ancora intatte.

Tina Lepri, da Il Giornale dell'Arte numero 311, luglio 2011


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