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Archeologia

Il Partenone ritrova i pezzi

Maria Ioannidou

Atene. Tutto ebbe inizio il 26 settembre 1687, allorché una bomba della flotta veneziana indirizzata contro l’armata turca di stanza ad Atene colpì in pieno il Partenone. Il tempio, usato come deposito di polvere da sparo, saltò in aria, spargendo attorno a sé una quantità di frantumi architettonici e monumentali. Per decenni gli studiosi hanno dato per perduti questi preziosi reperti, fino alla svolta di qualche settimana fa: a distanza di 324 anni, infatti, l’ingegnere e archeologa Maria Ioannidou (nella foto), direttrice dell’Acropolis Restoration Service Ysma, ha dato l’annuncio del ritrovamento proprio di una buona parte di quegli importanti frammenti. Fortunatamente non erano perduti, spiega la direttrice, erano stati solo riutilizzati fin dal XVIII secolo per far fronte ai danni subiti dalle mura dell’Acropoli di Atene e ripararle. Era noto da tempo che gli elementi del Partenone e altri monumenti fossero stati inseriti nelle mura della città antica, ma ormai disperavamo di ritrovarli. Ci sono voluti vent’anni di ricerche pazienti, usando ogni tecnologia moderna, e alla fine, grazie perfino ai rilievi effettuati tramite un pallone meteorologico, quei frammenti sono stati rintracciati. Dai primi esami sembrano appartenere alla metope e al frontone del Tempio di Atena, conferma la Ioannidou.

Andrea B. Nardi, da Il Giornale dell'Arte numero 311, luglio 2011


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