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Libri

La più antica reggia d’Europa

Splendori normanni

Palazzo Reale a Palermo è un palinsensto architettonico di tre millenni

La sala gialla del Palazzo dei Normanni a Palermo, © Franco Cosimo Panini Editore

Luogo d’eccezione per quella duplice identità, museale (museo di se stesso) e insieme di rappresentanza, Palazzo dei Normanni a Palermo, la più antica reggia d’Europa, è il protagonista del volume pubblicato dalla Franco Cosimo Panini Editore in collaborazione con l’Assemblea Regionale Siciliana. Unico infatti, tra i palazzi reali, antichi e medievali, ad aver attraversato i secoli per pervenirci conservato e leggibile fin nei suoi strati più antichi (di età fenicia), è nondimeno una sede viva, dove si continua a esercitare il potere politico, anche se questo, smesse le vesti di re e vicerè, ha assunto (dal 1947) quelle democratiche di un parlamento, l’Assemblea regionale siciliana. La curatela del libro è di Maria Andaloro, soprintendente della Fabbriceria del Palazzo Reale, organismo istituito di recente, con l’intento di superare la logica di interventi conservativi e di valorizzazione occasionali. La lettura è accompagnata da oltre 200 immagini a colori scattate per l’occasione da Ghigo Roli. Dalla magnificenza dei saloni barocchi l’obiettivo si posa fin negli anditi meno accessibili. Dalle torri medievali alla settecentesca Sala del Parlamento o d’Ercole, dalle «Segrete» al cortile Maqueda, s’impone la singolarità del monumento, un formidabile palinsesto architettonico lungo tre millenni. Una novità assoluta, per esempio, tra i castelli medievali, serrati nelle mura, doveva rappresentare l’«aula verde», con i suoi loggiati e porticati, diaframma tra palazzo e città. Una reggia in grado di impressionare profondamente i contemporanei come i più illustri e antichi visitatori, da al-Idrisi, Ibn Jubayr, Pseudo Ugo Falcando (testimoni della fabbrica allora erigenda da Ruggero II, poi da Guglielmo I e Guglielmo II, e che con Federico II avrebbe raggiunto il suo massimo riconoscimento europeo), a Goethe e Ludwig I di Baviera, a cui la Cappella Palatina accese l’idea progettuale per la chiesa di corte a Monaco di Baviera.
Ai saggi, che offrono una nuova lettura scientifica, in particolare della facies normanna (via coperta, zecca, opificio regio, e la perduta Tirimbi da identificarsi con gli appartamenti del governatore), o che conducono all’interno del palazzo, quando si apriva alle feste barocche, si affianca l’invito, vivido di suggestioni autobiografiche, del palermitano Gianni Riotta, a entrare nella Cappella Palatina come nel «luogo che fu pensato come centro del mondo»: le vicende storiche sfumano così nell’emozionante ricordo delle nozze lì celebrate dai genitori, mentre s’intreccia una discendenza di sangue che lo fa erede dei Normanni di Sicilia.

© Riproduzione riservata

Il Palazzo Reale di Palermo, a cura di Maria Andaloro, fotografie di Ghigo Roli, 264 pp., ill. b/n e colore, Franco Cosimo Panini Editore, Modena 2011, e  68,00

Silvia Mazza, da Il Giornale dell'Arte numero 311, luglio 2011



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