Il Giornale dell\ ilgiornaledellarte.comwww.allemandi.com

Libri

Collezioni dimenticate

Fragili giganti bianchi

L’incredibile odissea della gipsoteca del Vittoriano

I bozzetti in gesso per il Vittoriano attendono una sistemazione



Presentato il mese scorso all’Accademia di San Luca a Roma, Opere in Bianco, a cura della restauratrice Federica Di Napoli Rampolla, è il primo e del tutto inedito studio scientifico per il recupero e la valorizzazione della collezione di gessi relativi al Vittoriano, quasi tutti bozzetti spediti dagli artisti ai concorsi dal 1906 ai primissimi anni Trenta, a cui nel tempo si sono aggiunte due importanti donazioni delle famiglie degli scultori Angelo Zanelli e Ettore Ximenes più altri lasciti minori, l’ultimo un anno e mezzo fa di 4 bozzetti di Silvio Canevari. «Un patrimonio immenso, importantissimo, misconosciuto e maltrattato, che vaga da tempo senza una sede opportuna», spiega l’ex direttore regionale del Lazio Mario Lolli Ghetti. Perché se è vero che non è facile trovare una collocazione a questi fragili giganti bianchi, è piuttosto vergognoso sballottarli da un posto a un altro: i depositi del Vittoriano, la Palazzina Capocci a Santa Croce in Gerusalemme (poi divenuta sede della Direzione Generale per il Cinema), dal 2005 l’ex Mattatoio di Testaccio dove Di Napoli e il suo gruppo hanno potuto effettuare un primo soccorso d’emergenza, una sistemazione delle opere degna di questo nome, una serie di indagini e analisi conoscitive. «Il trasporto forzato della gipsoteca, spiega la curatrice, è avvenuto senza una scheda di conservazione né un mero elenco ricognitivo per il numero dei pezzi», 198 in tutto, molti chiusi in coppie nelle casse, con danni facilmente immaginabili. È stato fondamentale mettere a punto una scheda conservativa specifica e conforme alle normative Iccd, che oggi fornisce una base solida a futuri progetti di restauro vero e proprio. Perché studi, indagini e schede raccolti in questo volume, sottolinea Di Napoli, non sono che l’inizio di un lavoro che altri porteranno avanti. Lo scopo finale è il recupero delle opere, la loro salvaguardia ed eventuale esposizione in una sede opportuna, che agli inizi del 2000 era stata trovata giustamente all’interno del Vittoriano, la maggior impresa architettonico-propagandistico-decorativa dell’Italia postunitaria, dove si era allestito uno splendido esempio di «museo del monumento» poi smontato nel 2003 per motivi di «più immediati e prosaici ricavi» da quegli spazi, stigmatizza Lolli Ghetti. Questi lavori rappresentano la vera scultura di tutto l’Ottocento fino al Futurismo, sostiene la storica dell’arte Stefania Frezzotti, paradossalmente le uniche opere autografe che solo più tardi, e quasi sempre da altri, venivano «tradotte» in marmo o in bronzo.
Gessi destinati a venir distrutti ma che furono salvati dalla burocrazia, sebbene non tutti, bozzetti che raccontano la più autentica verità degli artisti, le idee, la memoria, i progetti.

© Riproduzione riservata

Opere in Bianco, a cura di Federica Di Napoli Rampolla, 190 pp., ill. b/n e colore, Palombi Editori, Roma 2010, e 20,00

Federico Castelli Gattinara, da Il Giornale dell'Arte numero 311, luglio 2011


Ricerca


GDA ottobre 2019

Vernissage ottobre 2019

Il Giornale delle Mostre online ottobre 2019

Guida alla Biennale di Venezia maggio 2019

Vedere a ...
Vedere in Canton Ticino 2019

Vedere in Emilia Romagna 2019

Vedere a Firenze 2019

Vedere nelle Marche 2019

Vedere in Puglia e Basilicata 2019

Società Editrice Umberto Allemandi s.r.l.
Piazza Emanuele Filiberto, 13/15 10122 Torino
Tel 011.819.9111 - P.IVA 04272580012