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Libri

Dall’anatomia alla psicoterapia

Video e quadri per guarire

Arte e Medicina hanno ricominciato a «parlarsi»

Sissi, «Daniela ha perso il treno», opera video di 1’18’’, 2003 , courtesy FaMa Gallery Verona

Arte, Medicina e Sanità si parlano. Anzi; hanno ripreso a parlarsi dopo decenni di separazione dovuta all’incontro tra medicina e Positivismo: un’unione problematica perché l’«arte di curare» (la parola arte rientra di prepotenza) non potrà mai essere in sintonia completa con la Scienza. Di questa può adottare il metodo, non le finalità filosofiche.
Quello che rende la Medicina diversa dalla Scienza è la dichiarata capacità di cura: un obiettivo che la Scienza non può nemmeno ipotizzare per non smentire le premesse della sua stessa esistenza in vita. Questo quid sfuggente e nello stesso permeante rende unica, tra l’altro, la professione di medico. Un po’ scienziato, un po’ stregone, un po’ sacerdote, un po’ artista. Sempre più artista, verrebbe da dire: nel senso che sempre più spesso e con sempre più convinzione si attribuisce all’Arte una «valenza medica» che alla prova dei fatti (della professione) si dimostra sempre più profonda, articolata e intrigante.
Due libri editi recentemente sembrano ricostruire la trama perduta del rapporto tra Arte e Medicina: un tempo tanto naturale da non dover nemmeno esser esplicitato e poi nel corso dei secoli addirittura negato.
Il primo, L’anatomia tra arte e medicina. Lo studio del corpo nel tardo Rinascimento, di vari autori, può costituire un punto di partenza per ricostruire una consapevolezza perduta e non ancora completamente riconquistata.
Il secondo, Videoinsight, Curare con l’arte contemporanea, di Rebecca Luciana Russo (psicoterapeuta e collezionista) può rappresentare il «punto nautico» della ricostruzione attuale di quel rapporto. Il libro parte da considerazioni sul significato dell’arte che possono essere un prezioso viatico anche sulla strada della ricostruzione del rapporto di cui si diceva; una possibilità esplicitamente dichiarata persino nel titolo: Videoinsight® non a caso è anche un metodo di cura, registrato, in ambito psicoterapeutico e muove dalla considerazione che l’opera d’arte è tale soltanto nel momento in cui viene fruita; non inizia e non finisce, quindi, nel perimetro di una cornice, di uno schermo, di uno spazio espositivo ma è tale se si dilata necessariamente nel rapporto complesso con chi sta guardando l’opera. Questa concezione, e la natura più intima e misteriosa di questa fruizione, possono costituire anche il fondamento di un sapere clinico diverso, innovativo, dirompente in cui l’arte diventa strumento di diagnosi, cura o addirittura la terapia stessa.
Il libro è in questo senso anche una raccolta di suggestioni e possibilità programmatico-operative, utilizzabili in qualsiasi ambito medico-sanitario. Una specie di catalogo di intenti per la costruzione di un nuovo possibile rapporto medico-paziente (fondamento stesso della Medicina, riscoperto con orgoglio dopo il tramonto del Paternalismo medico); tali intenzioni sono offerte però in forma soltanto «semilavorata»: già articolata in un rigore di metodo ma non ancora metodologia. Una materia complessa, esplicitata sotto forma di sofisticato libro fotografico: una festa per gli occhi e per la mente.

© Riproduzione riservata

L’anatomia tra arte e medicina. Lo studio del corpo nel tardo Rinascimento, di Aa.Vv., 200 pp., 140 ill. colore, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2010, e 23,00

Videoinsight®. Curare con l’arte contemporanea, di Rebecca Luciana Russo, 316 pp., 78 ill. colore, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2010, e 25,00

Nicola Ferraro, da Il Giornale dell'Arte numero 311, luglio 2011


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