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Musei

Beuys a Zurigo

Zurigo. Un’importante raccolta di opere di Joseph Beuys costituisce il corpus della donazione effettuata il 12 maggio da Lucrezia De Domizio Durini alla Kunsthaus di Zurigo. La collezione è composta da 300 lavori tra sculture, disegni, fotografie, documenti e video realizzati dall’artista, «risultato del lavoro svolto in Italia da Beuys negli ultimi suoi 15 anni di vita, tutti parte dell’operazione “Difesa della Natura”», ciclo di carattere artistico-ecologico-sociale. Le opere sono anche oggetto della mostra omonima (fino al 14 agosto), apertasi alla Kunsthaus in occasione della donazione, incentrata su un’altra scultura dell’artista, «Olivestone», anch’essa frutto di una donazione del 1992. «È stato un gesto dovuto alla Storia dell’Arte affinché l’ultimo capolavoro del periodo italiano del Maestro tedesco fosse protetto e custodito in uno dei più importanti musei mondiali di arte moderna e contemporanea», ha dichiarato la baronessa De Domizio Durini, gallerista, collezionista e storica sostenitrice dell’opera di Beuys, la quale però si è detta anche «profondamente addolorata» per l’Italia, che «ancora una volta ha perso una grande occasione» per «riconoscere il lavoro umano e sociale» di Beuys. In concomitanza con la mostra, Electa ha pubblicato il libro Beuys voice, scritto dalla stessa donatrice e arricchito da 400 scatti del marito Buby Durini, appartenenti all’archivio storico De Domizio Durini.

da Il Giornale dell'Arte numero 311, luglio 2011


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