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Opinioni & Documenti

Aperto per restauri

452 pagine di diagnostica artistica e non solo

Negli Atti del convegno «Materiali e tecniche nella pittura murale del Quattrocento» scienza e tecnologia confermano l’utilità della storia dell’arte e delle scienze umane in un modello di interazione fra le diverse professioni

«San Luca evangelista», dipinto murale di Pinturicchio sulla volta del coro della chiesa di Santa Maria del Popolo a Roma, fotografato in luce visibile

Fra il 20 e il 22 febbraio 2002 ebbe luogo all’Università La Sapienza di Roma un convegno internazionale di studi intitolato «Materiali e tecniche nella pittura murale del Quattrocento»; ne raccontammo in «Aperto per Restauri» (cfr. n. 209, apr. ’02, p. 43). Il convegno giungeva al termine di un lavoro pluriennale, incentrato su un censimento effettuato presso i vari Enti di tutela, inteso ad acquisire informazioni sugli studi (tipicamente realizzati in occasione di campagne di restauro) relativi alla materia dei dipinti murali, tanto da far emergere e convergere una potente massa d’informazioni, fino ad allora senza precedenti negli studi sull’arte italiana del primo Rinascimento. Nel quarto di secolo antecedente erano state condotte difatti nel nostro Paese operazioni di restauro sui più famosi cicli di affreschi, i capostipiti dell’arte occidentale. Perché va ricordato che se nel Quattrocento altre aree geografiche e culturali conobbero nella pittura manifestazioni di assoluto rilievo universale, la grande pittura in affresco rimane tipicità italiana. Il convegno del 2002 giunse con la dote di quattro fascicoli di preprints, dal titolo appropriato Inchiesta sui dipinti murali del XV secolo in Italia sotto il profilo delle indagini conoscitive in occasione di restauro (1975-2000), che sono rimasti patrimonio di tutti coloro che a vario titolo si sono occupati dell’argomento. I materiali contenuti erano però allo stato preliminare; consistevano soprattutto in schede analitiche di straordinario interesse, ma occorreva che quella messe d’informazioni venisse discussa e razionalizzata. Ciò accadde appunto nel corso del convegno, sì che la pubblicazione degli Atti, attesa tanto a lungo, costituisce oggi un’integrazione indispensabile. L’imponente volume cartaceo (452 pagine) edito dall’Enea è accompagnato da un dvd contenente le immagini a colori; una soluzione cui si è addivenuti per ovvie ragioni di costi, quelle stesse cui è da imputare il ritardo nella pubblicazione; e dinanzi a tali situazioni c’è poco da obiettare, c’è anzi da esprimere soddisfazione perché alla fine ci siamo comunque riusciti. La cura del volume è di Barbara Fabjan, Marco Cardinali, Beatrice De Ruggieri, e il coordinamento scientifico di Marisa Dalai Emiliani, cui si devono le pagine del primo dei due scritti introduttivi (il secondo, «Il ruolo della ricerca scientifica», è di Mauro Matteini, espresso con la consueta lucidità di pensiero e di espressione). L’argomento voluto da Marisa Dalai ha il titolo «Storia dell’arte, diagnostica artistica e restauro. Bilancio e prospettive di una collaborazione controversa», e dichiara immediatamente, grazie a una citazione da Gombrich, di condividere sostanzialmente la diagnosi del grande viennese che riconosceva una «riduzione drastica dell’area della storia e delle scienze umane a favore di insegnamenti scientifici e tecnologici immediatamente finalizzati all’esercizio delle professioni». Non è certo un paradosso che la difesa delle scienze umane venga affidata a un volume che risulta un modello d’interazione fra le diverse professioni: poiché la condizione primaria perché collaborazioni e interdisciplinarità abbiano successo, sta nella più perfetta libertà, riconoscibilità, autonomia di ciascuna delle componenti. Fra queste, la storia dell’arte conserva la funzione di indicare al mondo la finalità di tutto quanto facciamo: la trasmissione al futuro delle testimonianze significative delle culture, che veicolano valori spirituali attraverso i materiali e le tecniche.
© Riproduzione riservata

Giorgio Bonsanti, da Il Giornale dell'Arte numero 311, luglio 2011


  • «San Luca evangelista», dipinto murale di Pinturicchio sulla volta del coro della chiesa di Santa Maria del Popolo a Roma, fotografato in fluorescenza ultravioletta

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