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Mostre

Per non morire bisogna collezionare

Vienna. Otto Christian Fassbender (1938) è un discendente della famiglia Balzer, attiva nei settori della rivendita di materiali da costruzione, gestioni immobiliari e finanziarie. Negli ultimi vent’anni, è divenuto un mercante d’arte e, dagli inizi degli anni Settanta, colleziona dipinti di antichi maestri, essenzialmente fiamminghi e olandesi del XVII secolo. Nel 2007 ha concesso la sua collezione di 98 dipinti in prestito permanente al Liechtenstein Museum dove, sino al 20 settembre, sono tutti esposti per la prima volta nella mostra «Brueghel, Rubens, Jordaens: capolavori della pittura europea dalla Hohenbuchau Collection». La decisione di Fassbender di prestare la sua collezione si basava anche sulla volontà di recuperare spazio per collezionare nuove opere. Non a caso il motto di Fassbender è «un collezionista muore quando smette di collezionare». La raccolta copre tutti i generi nei quali erano specializzati gli artisti dei Paesi Bassi: opere a quattro mani (ad esempio di Brueghel il giovane e Hendrick van Balen, Daniel Seghers e Cornelis Schut); dipinti storici (Gerard van Honthorst e Hendrick ter Brugghen); nature morte (Seghers, Pieter Claesz, Willem Kalf), scene di gioco (Jan Weenix e Frans Snyders) e di genere; ritratti (Frans van Mieris il vecchio); paesaggi e marine (Jacob van Ruisdael e Jan van Goyen).

Donald Lee, da Il Giornale dell'Arte numero 311, luglio 2011


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