Il Giornale dell\ ilgiornaledellarte.comwww.allemandi.com

Mostre

Valenciennes

Quel Rubens mi fa ombra

Parte da un restauro la prima mostra dedicata a Gerard Seghers, l’altro grande fiammingo del XVII secolo

Gerard Seghers, «La Vergine e il Bambino appaiono a sant’Eligio e san Giuseppe», © RMN/S. Maréchalle

Valenciennes (Francia). Una grande casa con pretese di palazzo situata in prossimità di quella di Rubens, sull’arteria principale di Anversa; uno studio che contava almeno sette assistenti; numerose commesse per le chiese o per le comunità religiose: Gerard Seghers (1591-1651) figura senza dubbio tra i più attivi pittori di Anversa del XVII secolo. Ma, a dispetto del suo talento pittorico e della conoscenza dell’arte italiana (compì un viaggio a Roma e uno probabilmente anche in Spagna), Seghers non conobbe mai una notorietà paragonabile a quella del suo ben più famoso collega, Rubens. La sua produzione, intrisa di influenze diverse (da Caravaggio ai pittori manieristi), si rivela di ineguagliabile qualità ma, malgrado la presenza di molti suoi dipinti nelle collezioni dei grandi musei europei e americani, il suo posto nella storia dell’arte non è mai stato veramente riconosciuto. Concepita in occasione del restauro di un suo grande (329x244 cm) quadro conservato per anni, arrotolato, nei depositi del Musée des Beaux-Arts di Valenciennes, «La Vergine e il Bambino appaiono a sant’Eligio e san Giuseppe», la mostra «Gerard Seghers. Un pittore fiammingo tra Manierismo e Caravaggio», aperta fino al 21 agosto nel museo e curata da Anne Delvingt, è la prima a lui dedicata. La monumentale tela, proveniente dalla chiesa di Saint-Géry di Valenciennes, venne danneggiata durante un incendio e nel XIX secolo fu venduta dalla fabbrica della chiesa alla Città, che la collocò al museo. Già sottoposta a due rovinosi interventi, la tela non era più stata esposta dagli anni Trenta. Nonostante i quattro anni di lavoro condotto dalle équipe del Centre de recherche et de restauration des musées de France, i blu del drappeggio dell’abito della Vergine sono definitivamente virati. La curatrice ha riunito attorno a quest’opera una ventina di tele, concentrandosi sul periodo più significativo della carriera di Seghers, esemplificato dai dipinti religiosi realizzati durante gli anni Venti del XVII secolo, ed escludendo le scene notturne di genere, tipicamente «caravaggesche», richiamate però dal «San Pietro penitente» dal Musée des Beaux-Arts di Arras. Malgrado la pesante assenza della grande «Resurrezione» del 1620 (il Louvre ne ha negato il prestito), la prima opera nota dell’artista, la mostra ne propone altre poco conosciute o inedite, come la «Santa Trinità» dalla chiesa belga di Sainte-Waudru a Frameries, il solo dipinto di Seghers a non essere mai stato restaurato: di iconografia poco comune ma legata alla Controriforma, ed essendo Seghers rimasto sempre vicino ai gesuiti, rappresenta il bambino Gesù che cammina tra i suoi genitori. Le sue composizioni monumentali, come l’«Assunzione» dalla chiesa di Notre-Dame di Calais, unica opera datata (1629) e firmata o, più ancora, «La discesa dalla Croce» dalla cattedrale di Saint-Paul di Liegi testimoniano di una certa «sottomissione» nei riguardi dell’inaggirabile Rubens.

© Riproduzione riservata

Sophie Flouquet, da Il Giornale dell'Arte numero 311, luglio 2011


Ricerca


GDA dicembre 2019

Vernissage dicembre 2019

Il Giornale delle Mostre online dicembre 2019

Vedere a ...
Vedere a Napoli 2019

Vedere in Sardegna 2019

Vedere a Torino 2019

Società Editrice Umberto Allemandi s.r.l.
Piazza Emanuele Filiberto, 13/15 10122 Torino
Tel 011.819.9111 - P.IVA 04272580012