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Mostre

Londra

Devozione tutta italiana

Quaranta pale d’altare dal Medioevo al primo Rinascimento italiani della collezione della National Gallery

Luca Signorelli, «La circoncisione», 1490-91, © The National Gallery, London

Londra. Da quando il Cristianesimo divenne legittimo sotto il regno dell’imperatore Costantino (306-337 d.C.), il culto cristiano iniziò ad avere luogo in strutture discrete costruite appositamente, le chiese, progettate unicamente per il culto e nelle quali l’oggetto di maggior rilievo era l’altare. Dal IV secolo, il servizio principale, la Messa, era celebrato da un vescovo e/o da uno o più sacerdoti, collocati dietro l’altare a un estremo dell’edificio, di fronte alla congregazione ospitata nel corpo della chiesa. Tuttavia, intorno al X secolo, cambiamenti teologici nell’interpretazione della messa comportarono un’importante alterazione (che durò fino agli anni Sessanta del secolo scorso) nell’allestimento delle chiese e nel modo di celebrare la messa: il prete si trovava di fronte all’altare e volgeva la schiena al popolo. L’attenzione era rivolta a un’immagine sacra, dipinta o scolpita (normalmente un crocifisso o l’immagine di uno o più santi), collocata dietro l’altare, direttamente sulla linea di visuale del celebrante e visibile ai fedeli dietro di lui. La mostra «Devozione da design. Pale d’altare italiane prima del 1500», alla National Gallery dal 6 luglio al 2 ottobre, riunisce 40 esemplari selezionati nelle collezioni permanenti del Museo, a dimostrazione dello sviluppo della pala d’altare dal Medioevo al primo Rinascimento italiani. Comprendono immagini che illustrano la storia dei rituali, della tradizioni e della celebrazioni che avevano luogo prima dell’istituzione degli altari; opere che illustrano il cambiamento formale che ebbe luogo nel XV secolo, trasformando il polittico in cornice gotica in una pala rettangolare unificata (un unico, largo pannello incorniciato nello stile dell’architettura classica); opere che esemplificano «l’industria» delle pale d’altare, e del loro ruolo in qualità di documenti delle relazioni che si svilupparono attraverso le commesse di privati, un prete o priore, gli abitanti della città o la comunità monastica. Una sala dedicata ai frammenti dispersi spiega come e perché le pale d’altare furono smantellate e riassemblate.

© Riproduzione riservata

Donald Lee, da Il Giornale dell'Arte numero 311, luglio 2011


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