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Mostre

La Biennale diffusa

Chi c’è, chi manca, chi ci sarà

1.500 artisti per 2mila opere: la mappa, le date e le sedi

Una veduta dell’allestimento del Padiglione Italia-Regione Lazio a Palazzo Venezia di Roma

Roma. Trentadue mostre, venti regioni, un curatore. Per il 150mo anniversario dell’Unità italiana, a rappresentare l’arte nazionale alla 54ma Biennale di Venezia, secondo il curatore del Padiglione italiano Vittorio Sgarbi, le opere dei 260 artisti esposte all’Arsenale sarebbero state poche. Altre 2mila opere di 1.500 artisti distribuiti in mostre regionali allestite da Aosta a Siracusa garantirebbero ora la credibilità, se non altro quantitativa, della rappresentanza dell’arte italiana. Senza contare poi i 189 istituti italiani di cultura all’estero e le 300 opere delle Accademie di belle arti. La prima regione ad aprire è stata la Sardegna, dal 10 giugno, con le sedi di Sassari (Palazzo Masedu), Cagliari (Galleria d’arte comunale) e Nuoro (Man). Stando a quanto comunica Arthemisia Group, la società incaricata dell’organizzazione del padiglione italiano a Venezia e nelle regioni, tre sedi avrà anche il Piemonte, benché abbia rischiato di non averne nessuna.
Il nodo Torino
Per la mostra regionale prevista per il 22 giugno, un drappello dei 26 artisti invitati si erano infatti ritirati, alcuni per ragioni «ideologiche», altri lamentando la penuria di spazi del Museo delle Scienze di Torino. A dar man forte a questa sede, dove l’inaugurazione, sempre stando ad Arthemisia, è stata spostata al 5 luglio, sono state trovate le sedi di Saluzzo (Castiglia) e di San Secondo di Pinerolo (Castello di Miradolo), benché ancora non sia stata specificata, in questi due luoghi, la data di inaugurazione. Per indisponibilità economica Napoli non ce l’ha fatta (si è tentato prima al Madre, poi al Pan), cosicché la compagine di artisti campani è stata dirottata all’Ex Tabacchificio Centola di Pontecagnano Faiano (Salerno), in data da destinarsi (nel frattempo l'apertura è stata fissata al 23 settembre, Ndr).
Vendola ha detto no
È un’indisponibilità politica quella che ha invece negato il finanziamento da parte della Regione Puglia, retta da Nichi Vendola, per una grande mostra a Bari, costringendo gli organizzatori a rimandare l’inaugurazione e a chiedere il sostegno del capoluogo pugliese per la mostra al Complesso di Santa Scolastica (aperta dal 30 giugno) e alla Provincia di Lecce per quella all’Ex Convento dei Teatini (inaugurazione l’8 luglio). Già aperte sono inoltre, nel momento in cui questo giornale va in stampa, la sezione siciliana (alla Galleria Civica Montevergini di Siracusa, mentre la sede palermitana di Palazzo Sant’Elia è sprovvista di date certe), quella veneta (alla Villa Contarini di Piazzola sul Brenta), quella laziale (presso Palazzo Venezia a Roma), quella lombarda (al Palazzo Lombardia di Milano), l’emiliano-romagnola (al Palazzo Fava di Bologna), la sezione umbra (Palazzo Collicola, Spoleto), le due sedi marchigiane (alla Mole Vanvitelliana di Ancona e all’Antico Orto dell’Abbondanza di Urbino) e le due abruzzesi (al Museo Santo Spirito di Lanciano e all’Aurum di Pescara).
L’Emilia si fa in tre
Anche la Lombardia avrà dal 12 luglio una seconda sede, con Palazzo Te a Mantova, mentre l’Emilia Romagna ne avrà dal 18 luglio una seconda e una terza, con le inaugurazioni al Palazzo Pigorini di Parma e ai Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia. Il 2 luglio inaugura il Friuli al Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste, il 5 luglio è la volta della Valle d’Aosta al Forte di Bard, l’11 luglio arriva il Molise con la mostra all’Officina della Cultura di Isernia e il 13 luglio la Toscana nelle sedi di Villa Bardini a Firenze e del Museo Pecci di Prato. La Liguria inaugura il 20 luglio al Palazzo della Meridiana di Genova e la Calabria il 25 luglio negli ambienti di Villa Zerbi a Reggio Calabria. È ancora da stabilire invece la data di inaugurazione della programmata mostra al Palazzo dell’Annunziata di Matera per la Basilicata, nonché date e sede dell’esposizione trentina. Le date di chiusura delle mostre non sono disponibili al momento della redazione del presente articolo. Gli organizzatori di Arthemisia Group hanno avuto un gran daffare nel coordinamento simultaneo di decine di mostre con relativi gruppi regionali di lavoro, differenti fonti di finanziamento (le singole regioni, ma in taluni casi anche fondazioni bancarie, non il Mibac, che ha finanziato solo l’appuntamento lagunare), nonché la preparazione di un catalogo Skira in uscita a settembre che documenti tutte le mostre sul territorio.

© Riproduzione riservata

Guglielmo Gigliotti, da Il Giornale dell'Arte numero 311, luglio 2011


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