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I 25 milioni ci sono, parte il Colosseo

Iter burocratico completo, finanziamenti Tod’s acquisiti, i cantieri partono a settembre per aumentare gli spazi visitabili del 25%. Intanto Della Valle lancia il «Progetto Italia»

Colosseo

Roma. C’erano tutti, sul palco a parlare o nelle prime file, alla conferenza stampa del 23 giugno al Colosseo per il via ai restauri. Unica assenza Gianni Letta, per quanto molto ringraziato (da Roberto Cecchi a Diego Della Valle). Nulla di nuovo da dire ai giornalisti di tutto il mondo, a parte che l’iter burocratico è completo, il contratto registrato, si parte a fine luglio con le gare, che vuol dire apertura dei cantieri a fine settembre. Insomma ci siamo.
Resta sostanzialmente immutato il «Piano degli Interventi» elaborato dal commissario Cecchi insieme alla Soprintendenza archeologica di Roma. I primi a partire riguardano le nuove cancellate, il restauro dei prospetti, la costruzione del Centro Servizi. A chiusura dei fornici del I ordine (in tutto 84 cancellate da realizzare) si riprenderà la tipologia già sperimentata nelle arcate dello sperone Stern, pannelli fissi o apribili a doppia anta in ferro forgiato (1,735 milioni di euro). Per i prospetti le modalità d’intervento si rifaranno alla sperimentazione di fine anni ’90 a lato dello sperone Valadier. La tecnica messa a punto dall’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (Iscr) utilizza semplice acqua nebulizzata a pressione, quindi senza solventi chimici, per rimuovere depositi di polvere, croste nere ecc., senza danneggiare il travertino. Oltre alla pulitura ci sarà la riadesione delle scaglie, la stuccatura, il trattamento dei metalli. I lavori saranno suddivisi in aree di cantiere non contemporanee, 5 sul prospetto settentrionale (5,165 milioni di euro) e 4 sul meridionale (1,936 milioni), ognuna comprensiva di 10 arcate per tutta l’altezza del monumento che in alcuni punti sfiora i 50 metri. In tutto si parla di oltre 21mila metri quadrati di superfici. Il Centro Servizi sarà costruito ex novo nella parte sud del piazzale, in una zona sterrata a suo tempo per la linea B della metropolitana. Sarà un edificio autonomo che conterrà tutti i servizi, avrà forma circolare, 30 metri di diametro e una superficie di 1.600 metri quadrati (2.500 euro/mq).
Gli altri progetti (ambulacri, sotterranei, impiantistica) sono in via di perfezionamento tramite cantieri campione già in corso. Spesi i 25 milioni di Tod’s, a fine restauro gli spazi visitabili saranno aumentati del 25%. I problemi del Colosseo e dell’archeologia in generale tuttavia restano tutti. A fronte di 34 custodi, «abbiamo 5 milioni di visitatori l’anno, dice Cecchi, con punte di 25mila al giorno. Non ne vogliamo di più».
Il ministro Galan, come se parlasse per conto dell’opposizione, snocciola i terribili dati, finanziari e non, su cui il Ministero vive, il decremento in 10 anni dei fondi del bilancio dello Stato dallo 0,37% a un ancora più misero 0,23 attuale (0,11% del Pil), il calo numerico e l’invecchiamento del personale delle Soprintendenze (55 anni l’età media). Della Valle ricorda che «ci abbiamo messo 24 ore per dire di sì, ma a condizione di farlo da soli, per evitare che qualcuno avesse idee diverse, cercasse di sfruttare il monumento». Ma perché accettare? Il gruppo Tod’s, spiega, è noto in tutto il mondo per il «made in Italy» e cosa c’è di più emblematico del Colosseo? «Il Paese campa di questo». Ciò che si augura è l’effetto traino sui colleghi imprenditori, per Pompei, Venezia, Firenze. Sibillino, lascia intendere che qualcosa di sostanzioso già bolle in pentola. «Le aziende come le nostre hanno il dovere di occuparsi del territorio, specie in un momento di crisi e senza chiedere nulla in cambio. C’è bisogno di un forte senso di orgoglio, di appartenenza», che faccia da traino all’immagine e quindi alla economia dell’Italia.
Ai primi di ottobre partirà anche l’organizzazione non profit «Amici del Colosseo» che potrà promuovere e pubblicizzare per 15 anni in esclusiva il restauro. «Per operazioni sociali, precisa Della Valle, per scuole, anziani, diversamente abili». E il ministro: «Della Valle ci fa un affare? Ci facciamo un affare noi, l’Italia, il mondo!».

© Riproduzione riservata

Federico Castelli Gattinara, da Il Giornale dell'Arte numero 311, luglio 2011


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