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Szeemann è andato in California

© 2011 J. Paul Getty Trust

Il Getty Research Institute di Los Angeles ha annunciato l’acquisizione dell’archivio e della biblioteca di Harald Szeemann (1933-2005). L’operazione, la maggiore di questo tipo fra quelle concluse dal Getty, porterà negli Usa un vero e proprio patrimonio (nella foto, Marcia Reed, chief curator del Getty Research Institute, visita l’archivio a Maggia, in Svizzera): oltre 28mila volumi, migliaia di corrispondenze, disegni, progetti e circa 36mila fotografie di opere, allestimenti e protagonisti di molti dei movimenti artistici del Novecento, di cui Szeemann è stato promotore e sostenitore: Surrealismo, Postminimalismo, Arte povera, Land Art... Storico dell’arte e curatore tra i più influenti, e controversi, del XX secolo (fu lui a inaugurare la figura del «curatore indipendente»), Szeemann ha legato il proprio nome a istituzioni, eventi e artisti che hanno segnato la storia dell’arte contemporanea: dalla Kunsthalle di Berna di cui è stato direttore (1961-69) a Documenta (1972) alla Biennale di Venezia (1980, 1999, 2001), alle oltre 200 mostre (tra cui «When Attitudes Become Form» nel 1969 a Berna), dedicate ad artisti come Joseph Beuys, Bruce Nauman, Cy Twombly, Richard Serra. «Harald Szeemann era una figura leggendaria, e il suo archivio ne riflette la brillante cultura, l’incredibile ampiezza di vedute, e l’intensità dei rapporti con gli artisti», ha dichiarato Thomas Gaehtgens, direttore del Getty Research Institute. Il lavoro di riordino e catalogazione dei materiali occuperà i conservatori del Getty per almeno tre anni.

da Il Giornale dell'Arte numero 311, luglio 2011


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