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Fotografia

Ad Arles, ¡Qué viva México!

Gli Incontri di quest’anno sono dedicati al Messico. Esposta per la prima volta in Europa la valigia di Robert Capa

Uno scatto dalla serie di Dulce Pinzón «The true story of superheroes» © Rencontres Arles

Arles (Francia). Gli Incontri di Arles Fotografia sono arrivati alla 42ma edizione e festeggiano i dieci anni della nuova formula, che nel 2001 ha permesso di rilanciare l’iniziativa, offrendo dal 4 luglio al 18 settembre 60 mostre in spazi di esposizione ampliati a 12mila metri quadrati, includendo quest’anno le ex officine delle ferrovie e la chiesa dei Frati predicatori.
Malgrado la tensione diplomatica con Parigi, dovuta al caso di una francese condannata a 60 anni di carcere nel Paese latinoamericano, che ha portato all’annullamento di molte mostre previste in Francia per l’anno del Messico, Arles è riuscita a salvare tutta la programmazione messicana. Tra gli appuntamenti principali, la mostra dedicata alla Rivoluzione del 1910, uno dei primi esempi di fotografia documentaria. Oltre al fondo Casasolas, Arles offre delle fotografie d’epoca mai esposte in precedenza. Se uno degli avvenimenti significativi è la selezione di fotografi contemporanei che ritraggono il Messico odierno con tutti i suoi contrasti, l’altro è la valigia di Robert Capa, ritrovata dopo essere andata perduta durate la guerra civile spagnola, il cui contenuto è presentato per la prima volta in Europa, dopo essere stata rivelato quest’inverno a New York (un documentario di Trisha Ziff ne ripercorre il periplo). Tra le mostre più importanti di Arles 2011, una è dedicata alle fotografie del viaggiatore Chris Marker, un’altra celebra i 30 anni del «New York Magazine», mentre 36 artisti illustrano in «From Here on» («A partire da adesso») i nuovi confini della creazione fotografica nell’era di internet. Arles è uno spazio aperto alla nuova generazione, a cui dal 2002 dedica il Premio Scoperte. Il vincitore del 2006, il cinese Wang Qingsong, espone quest’anno un lavoro di 42 metri, tra l’affresco e la performance.

© Riproduzione riservata

Anna Maria Merlo, da Il Giornale dell'Arte numero 311, luglio 2011


  • Maya Goded, «Healers of Mexico. Huasteca, San Luís Potosí. Mexico», 2006 © Rencontres Arles
  • Christophe Agou, «Untitled», serie «Facing Silence» (2002-2010)

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