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A Bari e Napoli ritrovate le sculture «disperse» di Cifariello

Filippo Cifariello nel suo studio

Bari e Napoli. Segnalazioni di ritrovamenti di opere considerate fino ad ora «disperse» giungono dalla Pinacoteca Provinciale di Bari e dal Museo di San Martino di Napoli, rinnovando l’attenzione sul nostro patrimonio pubblico che si scopre come un gioco di scatole cinesi. Si tratta di alcune opere di Filippo Cifariello (Molfetta, Bari 1864 – Napoli 1936), scultore napoletano di formazione verista che, all’inizio del XX secolo, fu alla ribalta della cronaca nera quale uxoricida. Le pagine delle maggiori testate giornalistiche nazionali furono riempite dalla storia processuale di quel delitto che ha destato anche di recente vivo interesse in Guido Panico, storico del giornalismo, del quale è appena uscito per l’editore Liguori (Napoli 2011) L’artista e la sciantosa.
Clara Gelao, instancabile direttrice della Pinacoteca Provinciale di Bari, segnala, di Cifariello, il recupero di due busti, entrambe firmati, di cui uno completamente sfuggito alla ricerca e al catalogo monografico del 1990. Si tratta del «Ritratto del senatore Nicola Balenzano» (Bitritto/Bari 1848 – Roma 1919), Presidente del Consiglio Provinciale, nel 1899, e Ministro dei Lavori pubblici, negli anni 1902-1903, che molto si adoperò per la costruzione dell’Acquedotto Pugliese. Il marmo, pur acquistato dall’Amministrazione provinciale nel 1938, nonostante fosse inventariato, non è mai apparso nei cataloghi a stampa della Pinacoteca perché dal 1952 trasferito «in perpetuo» nella Sala del Consiglio provinciale, in una posizione che impediva di rilevarne la firma sul retro. La seconda scultura, ubicata in un ambiente vicino al salone di rappresentanza del Palazzo della Provincia di Bari, è un bronzo di marcato accento realistico che raffigura l’avv. Giuseppe Pugliese, Presidente della Commissione Reale dal 22 giugno 1924 al 26 agosto 1927.
Sarà recuperata dai depositi del Museo di San Martino, ancora, un’altra celebre scultura di Cifariello, «Il fachiro – risposta», eseguita dal suo autore dopo l’esclusione pronunciata dei giudici della Biennale di Venezia del 1894 che reputarono la prima versione del «Fachiro» una copia da Antonio Dal Zotto. La successiva redazione, questa conservata al Museo di San Martino, fu stimata da Marangoni «un piccolo capolavoro» e ottenne un meritato successo allExpo di Berlinonel 1895, dove fu premiata con la medaglia d’oro.

Luisa Martorelli, edizione online, 13 giugno 2011


  • Filippo Cifariello, Ritratto del senatore Nicola Balenzano, marmo
  • Filippo Cifariello, Ritratto dell'avvocato Giuseppe Pugliese, bronzo

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