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Peter Galassi: sono uno studioso puro, lascio il MoMA per scrivere

L’artefice dell’affermazione della fotografia come arte dal punto di vista sia accademico sia commerciale annuncia il proprio ritiro dopo quasi quarant’anni, diciannove dei quali alla direzione del Dipartimento

Peter Galassi. Foto Timothy Greenfield-Sanders

New York. Peter Galassi ha iniziato a collaborare con il MoMA nel 1974: il direttore del Dipartimento di Fotografia era allora il leggendario e potentissimo John Szarkowski, le star del panorama fotografico statunitense e mondiale erano Diane Arbus e Lee Friedlander. Solo due anni dopo, nel 1976, Szarkowski proporrà il lavoro sorprendente di un pressoché sconosciuto William Eggleston, che osava presentarsi in un museo con fotografie a colori di soggetti banali scattate nel Sud degli Stati Uniti.
Oggi, a quasi quarant’anni di distanza, Peter Galassi (nato a Washington nel 1951) annuncia il proprio ritiro dalla posizione di curatore capo di quello stesso Dipartimento (ruolo conquistato nel 1991), in un mondo della fotografia totalmente cambiato, anche grazie alla sua attività, alle mostre e ai libri di lui curati per il tempio dell’arte contemporanea statunitense. Dalla sua nascita, il MoMA ha avuto solo quattro responsabili del Dipartimento di Fotografia: Beaumont Newhall, Edward Steichen, John Szarkowski e, per l’appunto, Peter Galassi: basterebbe questo elenco per comprendere quale sia la statura del personaggio, e la centralità del museo nel determinare gran parte dei destini della fotografia.
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

da Il Giornale dell'Arte numero 310, giugno 2011

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