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Nell'officina di Jeff Wall

Si apre venerdì a Bruxelles una grande antologica del fotografo canadese: accanto ai suoi scatti, dipinti e film degli autori che hanno contribuito allo sviluppo della sua poetica

Jeff Wall © Kirsten de Graaf

Bruxelles. Promette di essere uno degli eventi espositivi dell'anno, la grande mostra che si apre venerdì 27 al Bozar di Bruxelles, «Jeff Wall–The Crooked Path» (a cura di Joël Benzakin, catalogo a cura di Hans Maria De Wolf, con testi di autori vari, fino all'11 settembre; in autunno sarà in Spagna, al Centro Galego de Arte Contemporánea di Santiago de Compostela).
Già una mostra contenente 25 opere di Jeff Wall dagli inizi a oggi (un'antologica, con capolavori dall'epocale «The Destroyed Room» del 1978 a «Milk» del 1984, «The Thinker» del 1986, fino al recentissimo «Boy Falling from Tree» del 2010) sarebbe una mostra da non perdere, essendo l'artista nato a Vancouver nel 1946 uno dei personaggi centrali della scena artistica e fotografica dell'ultimo trentennio.
In questa occasione, però, sarà anche possibile vedere le sue opere accompagnate da un centinaio di lavori di altri autori, scelti dal curatore e da Wall stesso tra quanti sono stati importanti per la formazione e lo sviluppo della sua poetica.

Walter Guadagnini, edizione online, 25 maggio 2011

©RIPRODUZIONE RISERVATA
  • Jeff Wall, «The Thinker», 1986. Transparency in lightbox, 221 x 229 cm © Jeff Wall - courtesy of the artist
  • Heinrich Zille - Blick auf Fensterbrett im Hinterhof Fall 1898 - Gelatin silver print - Berlinische Galerie, Landesmuseum für Moderne Kunst, Fotografie und Architektur
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