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Tolosa

Gli acquirenti cinesi vanno controllati prima

Per evitare insoluti, gli esperti preselezionano i clienti in base alla reputazione e le case d’asta chiedono cauzioni bancarie

Il sigillo imperiale pagato 12,4 milioni

Tolosa. Il 26 marzo, le case d’asta di Tolosa  Marc Labarbe e Chassaing-Marambat avevano deciso di vendere lo stesso giorno rispettivamente un dipinto imperiale cinese su rotolo (cfr. n. 306, feb. ’11, p. 60) e un sigillo in giada nefrite bianca sormontato da due figure di dragoni. I due manufatti Qianlong (1735-96) erano stati gelosamente conservati negli ultimi cent’anni da famiglie della Francia del Sud. Stimato inizialmente tra i 3 e i 4 milioni di euro e a ridosso dell’asta ritenuto in grado di arrivare fino a 15 milioni, il rotolo di 24 metri alla fine è passato di mano a 22. Otto offerenti, sette dei quali cinesi, si sono disputati il dipinto (c’erano ancora tre concorrenti fino a 14 milioni). L’acquirente cinese che ha avuto la meglio è lo stesso che aveva acquistato un altro dipinto della serie, battuto a 6,4 milioni l’8 ottobre 2008 da Sothe­by’s a Hong Kong.
A questo è seguita la vendita del sigillo: stime iniziali tra 1 e 1,5 milioni, salite poi a voce tra addetti ai lavori fino a 8. Al termine di una dura battaglia di rilanci, il sigillo ha cambiato titolare a 12,4 milioni di euro.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Armelle Malvoisin, da Il Giornale dell'Arte numero 309, maggio 2011


  • Il rotolo cinese venduto a 22 milioni (particolare)

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