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Restauro

Palazzo dei papi di Avignone

Matteo Giovannetti in panne

Lo stallo dei lavori nella Cappella di san Marziale, interrotti tre anni fa, sembra non preoccupare nessuno

Volta della cappella di San Marziale all’interno del Palazzo dei papi di Avignone. © Mairie d’Avignon

Avignone (Francia). Chiusa da molti anni, la cappella di San Marziale nel Palazzo dei papi, capolavoro di pittura murale del XIV secolo, rischia di rimanere tale. Indugi connessi a una gara d’appalto, ma anche il trasferimento della direzione del cantiere dallo Stato alla Città nel 2008, hanno portato il restauro a un punto morto che non sembra figurare tra le priorità dell’amministrazione municipale. La vicenda è stata rivelata dal quotidiano «La Provence» il 2 febbraio dello scorso anno e da allora i principali interessati si passano la patata bollente evitando di fornire spiegazioni.
Avviato nel 2005 con grande clamore mediatico, il restauro di questo ciclo commissionato nel 1344 da papa Clemente VI a Matteo Giovannetti, era inizialmente stimato 480mila euro che dovevano essere ripartiti fra Stato (190mila euro), Città (proprietaria del monumento 190mila euro) e sponsor (Fondation Bnp Paribas 100mila euro). Le quattro fasi dei lavori dovevano essere eseguite dall’impresa padovana Arte e Restauro (A R Srl) sotto il controllo dell’architetto capo dei Monuments historiques Didier Repellin, per un termine di consegna nel secondo semestre del 2006. Nulla però si è svolto come previsto. La scoperta di un restauro effettuato negli anni ’70 con uso di prodotti sintetici ha complicato il compito dell’impresa che ha proposto un nuovo preventivo di un ammontare pari al doppio del precedente, cosa che ha logicamente fatto decadere l’assegnazione dell’appalto. Non essendo riuscita a trovare un nuovo accordo, l’impresa ha rinunciato e, dopo quella che viene pudicamente definita «una prima fase sperimentale», non è stata indetta nessuna nuova gara. La Città di Avignone afferma, «tenendo conto dell’attuale budget molto ridotto, di non essere in condizioni, in un ragionevole lasso di tempo, di far fronte alla sua parte, e propone quindi di ricercare nuovi partner finanziari», cosa che rimanda ulteriormente l’avanzamento del cantiere.
Il responsabile della Fondation Bnp Paribas, che invece aveva versato la sua parte, si è dispiaciuto che un simile progetto si sia arenato e ha sottolineato la scarsa diligenza dimostrata dal Ministero della Cultura (con il quale la convenzione di sponsorizzazione e gli assegni sono stati firmati) nel rispondere alle sue domande. «Una clausola dell’accordo prevede che, in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi del progetto, possiamo reclamare i nostri fondi, od ottenere che siano attribuiti a un’altra operazione», ricorda Jean-Jacques Goron, delegato della Fondation Bnp Paribas.
Ora il trasferimento della direzione di cantiere complica la vicenda perché per la Città di Avignone i musei e il patrimonio non sono affatto tra le priorità: nel dicembre scorso il gallerista Yvon Lambert ha addirittura minacciato la Città di ritirare la sua fondazione. Motore dell’industria turistica locale, con circa 6 milioni di euro di fatturato, il Palazzo dei Papi attira da solo 600mila visitatori l’anno (la gestione commerciale spetta alla Rmg, una società mista pubblico-privata). «Per i visitatori, questa cappella non è che una porta chiusa, come tante altre, fa notare Muriel Botella, direttrice della comunicazione del palazzo e amministratrice locale. Il libro d’oro non fa menzione di alcuna lamentela che riguardi la cappella».

© Riproduzione riservata

Sophie Flouquet, da Il Giornale dell'Arte numero 309, maggio 2011


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