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Fabio Isman ha studiato in esclusiva l’archivio di Gianfranco Becchina

Un milione di oggetti clandestini

I 140 faldoni sequestrati al re del traffico illecito di reperti archeologici contengono una straordinaria quantità di informazioni attraverso le quali si possono ricostruire gli impressionanti intrecci e le dimensioni della Grande razzia compiuta in Italia e del commercio internazionale di antichità. Con tanto di nomi e cognomi di coloro che hanno portato nei principali musei del mondo oggetti scavati clandestinamente

Piatto attico a figure rosse di 22 centimetri di diametro, uno dei 21 (un «servizio» unico al mondo decorato con guerrieri, servitori, danzatrici, satiri, pescatori) proposti al Getty da Medici tramite Robert Hecht, ora a Roma al Museo nazionale di Villa Giulia

Tra i 140 faldoni sequestrati nel 2001 a Gianfranco Becchina (il mercante di antichità recentemente rinviato a giudizio per associazione a delinquere dal gup del Tribunale di Roma, cfr. n. 307, mar. ’11, p. 2, Ndr) nella sede e in tre magazzini della sua Palladion Antike Kunst a Basilea (lo spazio di memoria di 16 film: due carabinieri hanno impiegato due mesi per fotografarli), quelli numerati dall’87 all’89 sono intestati al re del rame George Ortiz Patiño.

Boliviano nato a Parigi 84 anni fa, sotto la villa di Ginevra possiede un museo inaccessibile: della collezione in esso ospitata sono noti soltanto 280 capolavori che sono andati in mostra a metà degli anni Novanta alla Royal Academy di Londra, all’Altes Museum di Berlino, all’Ermitage di San Pietroburgo e al Puskin di Mosca (Philippe de Montebello, che dirigeva il Metropolitan, ha declinato l’ospitalità). Nel faldone 87, Ursula Juraschek detta Rosie, moglie di Gianfranco Becchina nata a Rostock, allora Germania Orientale, registra dare e avere.

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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

Fabio Isman, da Il Giornale dell'Arte numero 309, maggio 2011

©RIPRODUZIONE RISERVATA
  • Piatto attico a figure rosse di 22 centimetri di diametro, uno dei 21 (un «servizio» unico al mondo decorato con guerrieri, servitori, danzatrici, satiri, pescatori) proposti al Getty da Medici tramite Robert Hecht, ora a Roma al Museo nazionale di Villa Giulia
  • Uno dei magazzini sequestrati a Gianfranco Becchina, nel 2001, a Basilea
  • Cratere a calice pestano a figure rosse con Europa sul toro, firmato Assteas, 350-340 a.C., già Malibu, Getty Museum, ora Paestum, Museo Archeologico Nazionale
  • Anfora attica a figure rosse del Pittore di Geras con Eracle e Apollo che lottano per il tripode di Delfi, 480-470 a.C., già Malibu, Getty Museum, ora Roma, Museo nazionale di Villa Giulia
  • Hydria attica a figure nere, da Chiusi, con il rapimento di Dioniso, 510-500 a.C., Toledo (Ohio), Museum of Art
  • Cratere a campana a figure rosse del Pittore di Issione con la strage dei pretendenti da parte di Ulisse, 330 a.C., Parigi, Louvre
  • Askos a forma di anatra del Gruppo Clusium, 350-300 a.C., già Malibu, Getty Museum, ora Roma, Museo nazionale di Villa Giulia
  • Gianfranco Becchina
  • Anfora attica a figure rosse del Pittore di Geras con Eracle e Apollo che lottano per il tripode di Delfi, 480-470 a.C., già Malibu, Getty Museum, ora Roma, Museo nazionale di Villa Giulia
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