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Fotografia

Terzani e la sua Asia

Uno scatto di Tiziano Terzani

Roma. In Asia «ci andai anzitutto perché era lontana, perché mi dava l’impressione di una terra in cui c’era ancora qualcosa da scoprire. Ci andai in cerca dell’altro, di tutto quello che non conoscevo, all’inseguimento di idee, uomini, storie». In queste parole c’è tutta la filosofia di vita di Tiziano Terzani, il giornalista e scrittore scomparso nel 2004, infaticabile viaggiatore dell’Oriente di cui era profondo conoscitore. «Clic! 30 anni d’Asia. La mostra», fino al 29 maggio a Palazzo Incontro, lo ricorda come fotografo attraverso un centinaio di scatti in bianco e nero. Ripercorriamo il grande continente e le sue millenarie civiltà, tra cui il regno del Mustang, una regione tra le più isolate dell'Himalaya, con 22 scatti inediti che saranno raccolti in un’edizione Fandango Libri. La mostra, curata dal figlio Folco Terzani, si è aperta in concomitanza con l’uscita del film «La fine è il mio inizio», tratto dal bestseller uscito postumo nel 2006 per Longanesi.

Federico Castelli Gattinara, da Il Giornale dell'Arte numero 308, aprile 2011


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