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Musei

Se non c’è pubblico, si chiude?

Nel 2008, 55 milioni di persone hanno visitato un museo in Francia. Ma ben 26 milioni si sono concentrati tra Louvre, d’Orsay e Beaubourg. La metà dei 1.200 musei francesi riceve non più di una trentina di visitatori al giorno e alcune istituzioni di provincia boccheggiano. Un Libro bianco, firmato dai conservatori museali francesi, denuncia la «sofferenza per l’assenza cronica di mezzi» dei piccoli musei, mentre si insedia una «logica mercantile», che trasforma i musei «in imprese». La crisi dei musei fa seguito all’ondata di aperture, 120 in provincia tra 1985 e 1995. E oggi molti rischiano di chiudere. Per Christophe Vital, presidente dell’Associazione dei conservatori, i musei di provincia «sono di fronte agli stessi problemi degli ospedali e delle Università»: tagli ai finanziamenti pubblici e logica della «redditività», con le opere d’arte trasformate in merci da vendere o affittare. Un’attitudine che riguarda anche le mostre, con numerosi progetti di qualità scartati, per timore che non ci sia abbastanza pubblico.

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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Anna Maria Merlo, da Il Giornale dell'Arte numero 308, aprile 2011


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