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Musei

Chi non va al museo lo vede meglio

Ancora una volta Google fa il botto e la sua nuova applicazione, l’Art Project, fa registrare oltre 10 milioni di contatti nella prima settimana. L’azienda di Mountain View ha digitalizzato più di mille opere appartenenti a 17 musei, tra cui Tate Gallery, MoMA, Ermitage e Uffizi e le ha messe a disposizione all’indirizzo www.googleartproject.com. Dettagli di opere di Caravaggio, Van Gogh, Picasso invisibili a occhio nudo sono ora fruibili via computer, con alcune immagini anche in gigapixel, ad altissima risoluzione; una sezione del sito permette anche di creare una collezione personale. Sulla stessa linea del progetto di Google opera Ikono Tv (www.ikono.tv), che ha dato il via a un programma dedicato alle opere d’arte, riprese in Hd, con l’unico supporto della voce di uno storico dell’arte per i dettagli tecnici: per ora solo in Medio Oriente. Anche il MoMA di New York entra nell’universo delle tecnologie applicate alla divulgazione dell’arte, lanciando la propria «app» per iPad in occasione della mostra «Abstract Expressionist New York» (fino ad aprile), sul movimento degli anni ’50. Fra i materiali che «Ab Ex Ny App», questo il nome del software, mette a disposizione degli utenti virtuali, anche una serie di video didattici sulle tecniche dei maggiori protagonisti del tempo, da Pollock a Rothko, oltre a immagini di opere non in mostra e una mappa interattiva della città, con le segnalazioni dei luoghi chiave legati all’Espressionismo astratto: dimore, studi, gallerie divenuti luoghi di culto per fan e specialisti.

da Il Giornale dell'Arte numero 308, aprile 2011


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