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I magnifici tre

Hayez, Manzoni e Verdi: la Pinacoteca di Brera festeggia i 150 anni dell’Unità d’Italia

«Il bacio» (1859), famoso dipinto di Francesco Hayez conservato alla Pinacoteca di Brera

Milano. Se è vero che Milano non è stata, come Torino, Firenze e Roma, una delle capitali politiche dell’Italia unita, è però altrettanto vero che sin d’allora la città era vissuta come capitale morale ed economica e come laboratorio della nuova cultura nazionale, sede com’era delle più importanti imprese editoriali, di una produzione artistica di primo piano e del mercato dell’arte più vivace del tempo, oltre che capitale indiscussa della cultura musicale (con il Teatro alla Scala non meno che con Casa Ricordi), che si identificava allora con il melodramma. È intorno a tre protagonisti di queste eccellenze milanesi che ruota la mostra curata da Fernando Mazzocca, Isabella Marelli e Sandrina Bandera per celebrare alla Pinacoteca di Brera i 150 anni dell’Unità d’Italia: «Hayez nella Milano di Manzoni e di Verdi», aperta dal 12 aprile al 25 settembre (catalogo Skira, con contributi di studiosi delle diverse discipline) riunisce 27 opere di Francesco Hayez, il campione indiscusso della grande pittura di storia, oltre al celebre «Ritratto di Giuseppe Verdi» (1886) di Giovanni Boldini. Dei tre personaggi, che appartenevano a generazioni diverse (il più anziano era Manzoni, del 1785; Hayez era del 1791; Verdi del 1813) ma che seppero tutti dar vita a opere fondative per la nuova identità nazionale, l’unico lombardo era Manzoni. Fu però a Milano che anche gli altri due trovarono onori e fama, in una città che già allora faceva dell’accoglienza il suo tratto distintivo. Il percorso, articolato in sei sezioni, allinea una serie di capolavori di Hayez ispirati ai più famosi melodrammi di Verdi, da «I Lombardi alla prima Crociata» a «I Vespri siciliani» (1822), a «I due Foscari» e alle opere di Manzoni, dal Carmagnola a I Promessi Sposi, oltre ai ritratti della famiglia Manzoni, che per Hayez coltivava una vera ammirazione. Nell’ultima sala della Pinacoteca, in questi mesi sono messi in luce alcuni suoi famosi dipinti legati a temi risorgimentali grazie a un apparato didattico che ne evidenzia le valenze patriottiche.

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Ada Masoero, da Il Giornale dell'Arte numero 308, aprile 2011


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