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Mostre

Biennale di Venezia

Baratta spera nel veneziano Galan

Il presidente teme che i tagli ministeriali (budget a -50%) possano allontanare gli sponsor privati. 82 artisti (e Tintoretto) per la mostra internazionale, salgono a 87 i padiglioni stranieri. Ma ora Ministro è l’ex Governatore del Veneto

Bice Curiger, direttore della 54ma Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, con Paolo Baratta, presidente della Biennale di Venezia. Courtesy la Biennale di Venezia Foto Giorgio Zucchiatti

Venezia. «Forse si sta esagerando»: questo il commento del sottosegretario del Ministero per i Beni culturali, Francesco Maria Giro, circa i tagli alla cultura che inevitabilmente si riflettono anche sul budget della Biennale di Venezia, dimezzato dai 5,2 milioni di euro del 2010 ai 2,5 del 2011, mostra del cinema a parte, che pure subisce una decurtazione del 50%).
A questa premessa alla conferenza stampa di presentazione della 54ma Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale, il presidente dell’ente veneziano, Paolo Baratta, replicava di sentirsi un po’ stordito, come uno appena sceso da una gondola. Il budget per la mostra, in calendario dal 4 giugno al 27 novembre, si aggira intorno ai 13 milioni di euro. Stando all’ultima edizione, tra sponsor, vendita biglietti e altre entrate,  dovrebbe autofinanziarsi fino all’85%. «Non è solo questione di cifre, precisa Baratta, è che se manca o si riduce in maniera drastica il finanziamento statale viene meno la scala su cui si appoggiano i contributi dei privati. E tutto questo accade in un contesto di grande concorrenza internazionale». Insomma il vento che scuote ogni due anni le acque della laguna rischia di trasformarsi in un uragano e molti tra i presenti alla conferenza stampa si auguravano che il titolo della rassegna, «ILLUMInazioni», rischiarasse un po’ le idee della classe politica al governo. Intanto Bice Curiger, la curatrice svizzera incaricata della mostra internazionale, ha fatto le sue scelte, a partire dalle decisione di allestire due o tre tele di Tintoretto che saranno esposte in bella vista nel salone centrale del Padiglione dei Giardini: l’esplosione di luce nell’opera tarda del pittore veneziano, nelle intenzioni della Curiger, sta a simboleggiare il titolo della rassegna. La curatrice non ha ancora ufficializzato di quali opere si tratterà, ma una potrebbe essere la «Presentazione di Maria al tempio», proveniente dalla Chiesa della Madonna dell’Orto, opera a cui si dovrebbe ispirare Monica Bonvicini, una dei dieci artisti italiani (Tintoretto incluso) nella lista degli «illuminati».
Per ora l’elenco degli artisti invitati si ferma a 82 nomi, solo 21 dei quali hanno partecipato a precedenti edizioni della Biennale; 32 i nati dopo il 1975 e 32 le presenze femminili. 7 gli esordienti italiani, ma anche nomi storicizzati, come Gianni Colombo e il fotografo Luigi Ghirri.Tra i maestri riconosciuti, invece, figurano Sigmar Polke e, che già nella Biennale di Robert Storr, quattro anni or sono, aveva ottenuto una sale, l’americano-canadese Jack Goldstein (1945-2003), rapppresentato da un’opera dedicata all’esplosione luminosa di un vulcano in eruzione. Inedita anche Jeanne (Johanna) Natalie Wintsch (Varsavia 1871-Losanna 1944): la sua arte, intessuta di ricami, fu una rivendicazione creativa contro chi la voleva emarginata dalla sua malattia mentale.
Alcuni artisti, come l’americano James Turrell (1943); il sudafricano Nicholas Hlobo (1975), il gruppo viennese GELITIN (fondato nel 1993)  stanno progettando opere specifiche con riferimento al titolo della mostra. A confrontarsi con Tintoretto, invece, a parte la Bonvicini, sarà soprattutto l’americano Rashid Johnson (1977). Altra novità, voluta dalla Curiger sono i «parapadiglioni», ovvero spazi creati dagli artisti per accogliere altri artisti. Due saranno all’Arsenale, uno al Palazzo dei Giardini e uno al loro esterno. Tra gli autori, Franz West che ricostruirà la cucina di casa sua, nella quale allestirà le opere di Elisabetta Benassi (1966). La lista, comunque, non è chiusa, lascia intendere la Curiger, che si riserva la possibilità di chiamare a sorpresa almeno un altro paio di nomi. Novità anche per il Padiglione Venezia, quello gestito dalla Regione Veneto: Louis Vuitton, interessato a una sua presenza in laguna, anche in concorrenza con il rivale François Pinault, si sarebbe impegnato a restaurarlo. In questo caso immancabile sarebbe la presenza di Fabrizio Plessi, artista veneziano, che con il marchio francese ha un sodalizio di lunga data.

Febbre da padiglioni
Il 14 aprile dovrebbe essere il giorno in cui Vittorio Sgarbi, commissario del Padiglione Italia, comunicherà la lista della nostra rappresentativa nazionale a Venezia, cui si uniranno gli artisti (un migliaio, stando a quanto in precedenza annunciato dal commissario) disseminati in varie sedi e scelti da un vasto comitato di critici, scrittori e intellettuali (cfr. n. 303, nov. ’10, p. 1). Ad aver già espresso le loro scelte, tra gli altri, sono gli Stati Uniti, con Allora & Calzadilla; la Francia, con Christian Boltanski; la Germania, nel nome dell’osmosi fra le arti, con il regista teatrale e cinematografico Christoph Schlingensief, scomparso lo scorso anno; la Gran Bretagna, con Mike Nelsson; la Spagna con Dora Garcia e il Giappone, con Tabaimo, nota per le sue animazioni e rivelatasi in Italia proprio alla biennale di venezia, nel 2007.
Sarà nuovamente record di partecipazioni nazionali: i padiglioni stranieri salgono infatti dai 77 del 2009 agli 88 annunciati per il 2011; va detto, tuttavia, che problemi politici e sociali interni hanno già costretto al forfait il Bahrein e potrebbero mettere in difficoltà l’Egitto.
Le new entry sono il Principato di Andorra, l’Arabia Saudita, la Repubblica popolare del Bangladesh e Haiti, a cui cui vanno aggiunti l’India (che ritorna dopo un’assenza protrattasi dal 1982), la Repubblica Democratica del Congo (mancava dal 1968) l’Iraq, la Repubblica dello Zimbabwe, il Sudafrica, Costa Rica e Cuba. Città del Vaticano, invece, dovrebbe fare il suo esordio nel 2013. Intanto, dall’edizione 2011, il Padiglione dei Paesi Nordici sarà allestito a rotazione, ospitando un Paese alla volta. Quest’anno tocca alla Svezia; nel 2013 sarà la volta della Finlandia e nel 2015 della Norvegia.
Per quanto riguarda infine gli eventi collaterali, una fonte di reddito per la Biennale (nel 2009 il contributo richiesto in cambio dell’utilizzo del marchio era di 25mila euro a evento), l’elenco è pressoché concluso ed è imminente l’ufficializzazione di quelli approvati dalla Curiger (una quarantina), che ha vagliato un’ottantina di richieste.

© Riproduzione riservata

Lidia Panzeri, da Il Giornale dell'Arte numero 308, aprile 2011


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