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Venezia: 2011 o 2016?

«Venezia che spera» è il titolo della mostra in corso fino al 29 maggio al Museo Correr di Venezia, celebrativa dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Costruita con i materiali in possesso dello stesso museo, è focalizzata sugli anni 1859-66, quelli che portano al ricongiungimento di Venezia e del Veneto con l’Italia. Per festeggiare l’Unità, dunque, si sarebbe dovuto aspettare il 2016, quando, è il pensiero più volte esternato dal governatore del Veneto Luca Zaia, potrebbe essere anche portata a termine la riforma federalista che dell’Unità sarebbe il vero compimento. Da qui la freddezza o meglio, in alcuni casi, il boicottaggio delle celebrazioni da parte di molti leghisti anche con cariche istituzionali, sia pure non ai massimi livelli. L’apice del dissenso si è avuto a Treviso, Provincia e Comune: nessuna manifestazione. Tutto rimandato al 4 novembre per la celebrazione della vittoria della grande guerra, ricorrenza molto più radicata nel sentimento popolare veneto. Non a caso, anche su sollecitazione della soprintendente Anna Maria Spiazzi, in occasione dei novant’anni (2008) dalla battaglia di Vittorio Veneto, molto è stato fatto per restaurare luoghi e monumenti storici. Cosa che non sembra avvenuta, invece, per l’Unità d’Italia, come testimonia il deplorevole stato di abbandono dell’ossario di Custoza (Verona), che raccoglie i resti dei soldati italiani e austriaci, caduti nelle battaglie del 1848 e del 1866. A Venezia, invece, la Presidenza del Consiglio avrebbe assicurato i finanziamenti per il restauro dei monumenti a Daniele Manin e a Vittorio Emanuele II. Post celebrazioni, comunque. Mancano, invece, le risorse per ampliare il Museo Correr, per costituire una sezione apposita dedicata al Risorgimento. A Padova il Museo del Risorgimento, ristrutturato alcuni anni fa, ha la sua sede all’interno dello storico Caffè Pedrocchi, dove, non a caso, è in corso fino al primo maggio una mostra celebrativa su Garibaldi affidata all’iconografia popolare di cartoline, figurine, soldatini. Proprio Garibaldi è la bestia nera dei più agguerriti nostalgici della Serenissima. Il loro epicentro è Verona, dove è nata un’associazione che intende smontarne il mito da «eroe dei due mondi» a «eroe immondo». La realtà, però, non è mai semplice. Dai dati di un sondaggio commissionato dal giornale «Il Gazzettino» risulta che i simpatizzanti della Lega Nord  si dichiarano orgogliosi di essere italiani all’86%. Più dei simpatizzanti del Pd, fermi al 78,5%.

Lidia Panzeri, da Il Giornale dell'Arte numero 308, aprile 2011


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