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Ministero

Ales dei misteri

Il Mibac non può assumere e lo fa attraverso il suo «braccio operativo», che gestisce i servizi aggiuntivi senza dover partecipare alle gare. Ma l’Unione europea richiama l’Italia

Le opere di Canova all’interno della Sala di Ercole e Lica nella Gnam: uno dei musei gestiti dall’Ales

Roma. La Ales (Arte Lavoro e Servizi) cresce. Formalmente privata, questa società appartiene al Ministero per i Beni culturali che la usa sempre più come suo importante «braccio operativo (cfr. n. 297, apr. ’10, p. 13). Senza passare attraverso gare pubbliche, Ales è già presente con i suoi dipendenti nei servizi al pubblico di importanti siti archeologici e musei in Campania e nel Lazio. Ora il Mibac ha deciso che la sua Ales deve rafforzarsi. Ha nominato un nuovo direttore, Carlo D’Aiello, già amministratore delegato di una azienda in crisi (la Rcr Cristalleria Italiana di Colle Val d’Elsa) e il 20 gennaio 2011 ha firmato con Ales un nuovo, ampio contratto per servizi diversi in una quantità di musei, archivi, parchi, biblioteche e siti archeologici tra Lazio e Campania. A Roma sono, tra l’altro: Galleria nazionale d’arte moderna, Palazzo Venezia, Pantheon, Scavi di Ostia, Villa dei Quintili, Parco di Veio ecc. In Campania spiccano Reggia di Caserta, Museo Archeologico, gli sportelli polifunzionali per la Soprintendenza ...
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Edek Osser, da Il Giornale dell'Arte numero 308, aprile 2011


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